La città di San Giovanni Rotondo è sotto choc per la tragica scomparsa di Antonio Squarcella, avvocato e già sindaco, deceduto in un drammatico incidente stradale nella giornata di oggi 12 luglio. A bordo della sua Fiat 500, l’ex primo cittadino si è scontrato con un’ambulanza del 118 nei pressi della zona Le Matine, mentre stava uscendo da una stradina di campagna. Con lui c’erano la moglie e la figlia: la donna si trova ora in condizioni gravi.
A poche ore dall’accaduto, il sindaco Filippo Barbano ha affidato ai canali istituzionali un messaggio di profondo cordoglio.
“Antonio portava San Giovanni Rotondo nel cuore”
“Ci sentiamo scossi – scrive Barbano – di fronte a una tragedia così lacerante, che ci priva di un uomo caparbio, generoso, forte nella tempra, profondamente legato alla sua città e alla sua gente”. Un legame, quello di Squarcella con San Giovanni Rotondo, che aveva radici profonde: “Aveva servito la comunità con passione politica fino a diventarne sindaco, portando sempre con sé un forte senso identitario”.
Il primo cittadino ricorda con emozione le qualità umane e professionali di Squarcella: “Un interprete genuino della cittadinanza attiva, un padre esemplare, un professionista orgoglioso e un amico per molti”.
“Preghiamo per lui e per la moglie, gravemente ferita”
Nel messaggio del sindaco c’è spazio anche per un pensiero alla famiglia, sconvolta dalla perdita e dalla preoccupazione per le condizioni della moglie di Squarcella, coinvolta nell’incidente e attualmente in stato critico. “Il mio pensiero va a lei, ai figli, al fratello (Michelangelo Squarcella, ndr) che oggi siede con me in Consiglio comunale, e a tutti i familiari. A nome dell’intera città, esprimo le più sentite condoglianze”.
“San Giovanni oggi è più povera”
Barbano conclude il suo messaggio con un invito alla cittadinanza: “Chi ha conosciuto e voluto bene ad Antonio si raccolga nella preghiera. Da oggi San Giovanni Rotondo è più povera, per aver perso uno dei suoi figli migliori. Ma il suo ricordo resterà indelebile, scolpito nella memoria della nostra comunità”.











