Una notte da incubo, trascorsa in aperta campagna tra Orta Nova e Trinitapoli, nel silenzio rotto solo dal passaggio di altri treni. È il viaggio all’inferno dei 85 passeggeri dell’Intercity 611, partito da Bolzano e diretto a Bari, rimasti bloccati per quasi dieci ore nella notte tra giovedì 10 e venerdì 11 luglio, in un convoglio senza corrente, acqua, servizi igienici né comunicazioni. Una situazione ai limiti del grottesco, raccontata in un’inchiesta pubblicata da la Repubblica Bari.
Treno fermo nel nulla, nessun soccorso
Il treno avrebbe dovuto raggiungere il capoluogo pugliese poco dopo le 23. Invece, si è fermato intorno alle 21.30 in un tratto anonimo di binari, a cavallo fra le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, a causa di un guasto alla linea elettrica. Da quel momento, il buio e l’abbandono. Nessun annuncio ufficiale, nessuna assistenza. Solo il caldo dei vagoni senza aria condizionata e bagni fuori uso.
A bordo c’erano famiglie con bambini, turisti, anziani, costretti a radunarsi in un solo vagone, al buio, senza nemmeno una bottiglia d’acqua. “Siamo stati sequestrati nel nulla”, denuncia Michele Di Franco, uno dei viaggiatori. Una testimonianza che fotografa l’assurdità di una notte in cui nessuno sembrava sapere cosa fare. “Chiamavamo, scrivevamo, nessuna risposta”.
Promesse mancate e trasbordo fantasma
Verso le due del mattino, un barlume di speranza: il personale annuncia l’arrivo di un treno navetta per il trasbordo. Ma è solo una promessa mai mantenuta. L’attesa continua. Intanto, sul binario accanto, i treni passano, come se nulla fosse. Il disagio si trasforma in rabbia. “Dovrebbe saltare la testa di qualche responsabile davanti a questo sequestro di 85 persone”, aggiunge Di Franco, durissimo anche nei confronti di Trenitalia, accusata di agire “senza alcun controllo e senza timore di sanzioni”.
Solo alle 6.45 del mattino, dopo dieci ore di attesa, un autobus inviato da Bari ha raggiunto il luogo del fermo, portando i passeggeri a destinazione: Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta e infine il capoluogo. Ma ormai era tardi. La delusione ha lasciato il segno. “Nemmeno ci hanno chiesto come stavamo”, raccontano i passeggeri, molti dei quali ancora visibilmente provati.
Rete ferroviaria pugliese in ginocchio
Il caso dell’Intercity 611 non è isolato. La stessa giornata era già segnata da gravi ritardi e cancellazioni a causa del guasto avvenuto nel pomeriggio, sempre tra Orta Nova e Trinitapoli. Un treno da Lecce a Torino ha accumulato 351 minuti di ritardo, mentre un altro, proveniente da Milano, si è fermato a San Severo. Nei giorni precedenti, lo sciopero del personale ferroviario e una serie di incendi nel tratto di Chieuti avevano già paralizzato la circolazione nel Mezzogiorno.
Ma per chi ha vissuto l’odissea dell’Intercity 611, tutto questo non basta a giustificare l’assenza di qualsiasi tipo di gestione dell’emergenza. “Quella notte si è interrotta non solo la linea, ma anche ogni senso di responsabilità”, conclude amaramente Di Franco.











