Sentenza d’appello per il tentato omicidio dell’imprenditore edile foggiano, Antonio Fratianni. I giudici baresi, presidente Blattmann D’amelj, hanno inflitto 8 anni e 8 mesi di carcere ad Emiliano Francavilla, 46 anni, esponente di spicco del clan Sinesi-Francavilla, fratello del boss Antonello Francavilla, suo fratello maggiore.
5 anni e 2 mesi a Giovanni Consalvo, 34enne genero di Emiliano Francavilla, 6 anni e 8 mesi a Giuseppe Sonnino, 54enne, 5 anni ad Antonio Lanza, 44enne e 4 anni e 6 mesi a Mario Lanza, 66enne, padre di Antonio.
Il procuratore generale aveva invocato pene più severe, 10 anni per Francavilla, 6 a anni e 4 per Antonio Lanza, 6 per il padre, 8 per Sonnino e 6 anni e 4 mesi per Consalvo. In primo grado le condanne oscillarono invece dai 7 ai 12 anni.
La difesa (Ettore Censano per Francavilla, Claudio Caira per Consalvo, Paolo Ferragonio per i Lanza e Antonello Genua per Sonnino) aveva rinunciato ai motivi afferenti la responsabilità penale, la premeditazione e le aggravanti di mafia discutendo solo sulla rideterminazione del trattamento sanzionatorio, questo anche in virtù delle dichiarazioni autoaccusatorie di Emiliano Francavilla che rivelò di aver progettato di uccidere Fratianni per vendicare il ferimento del nipote: “Quello ha sparato a mio nipote, volevo vendicarmi”.
Il riferimento è all’agguato del 2 marzo 2022 a Nettuno in provincia di Roma dove Fratianni, a processo per questa vicenda, avrebbe sparato ad Antonello Francavilla, in quel momento ai domiciliari, e al figlio minorenne per non restituire un prestito di 600mila euro da parte del clan per investimenti immobiliari su Foggia.
Emiliano Francavilla svelò il progetto omicidiario dinanzi ai giudici mentre gli altri imputati ammisero i propri addebiti.
L’agguato a Fratianni doveva avvenire presso il casello autostradale di Foggia, ma venne ampiamente anticipato e annullato dagli investigatori della squadra mobile grazie ad un’approfondita indagine fatta di intercettazioni e pedinamenti.










