Renzo Arbore è il protagonista della nuova copertina digitale di Rolling Stone Italia. Un omaggio affettuoso e iconico per i suoi 88 anni appena compiuti, celebrati aprendo al pubblico – seppur solo con lo sguardo – le porte del suo leggendario “salotto-museo”: uno spazio privato e colorato nel cuore di Roma, stracolmo di cimeli, strumenti musicali e memoria collettiva. Una vera enciclopedia vivente dell’intrattenimento italiano.
Dalla musica alla televisione, passando per l’umorismo raffinato e la passione per il jazz, Arbore è stato – ed è tuttora – un pioniere dell’intrattenimento culturale, autore di format rivoluzionari, capace di mescolare leggerezza e intelligenza in un linguaggio popolare ma mai banale. Il suo stile anarchico e gentile ha segnato intere generazioni, anticipando linguaggi e tendenze.
Tra cravatte eccentriche, mandolini e oggetti rari, nel suo salotto spicca un quadro del Golfo di Napoli appartenuto a Fred Buscaglione: una reliquia affettiva e artistica, simbolo di una Napoli d’altri tempi, fatta di jazz, amori veloci e crocevia culturale con l’America. “Era un’altra città – racconta Arbore – nei locali di via Partenope ho sentito suonare Dave Brubeck“. Ed è proprio frequentando i jazz club per marinai statunitensi che nacque in lui quell’anima nera e americana che avrebbe impregnato tutta la sua carriera musicale.
Lucido, ironico, mai nostalgico ma profondamente consapevole, Arbore oggi si racconta come un uomo che ha attraversato le epoche portando sempre avanti un’idea di cultura popolare colta e innovativa. Una visione che si appresta a diventare eredità tangibile: la collezione di cimeli – dai mandolini alle statuette di Louis Armstrong – sarà donata a Foggia, la sua città natale, dove entro fine anno aprirà la Casa-Museo Renzo Arbore, un luogo pensato per custodire, raccontare e tramandare il genio di un artista che ha cambiato il volto della radio e della televisione italiana.
E intanto, dal 10 luglio su Rai3, ogni giovedì in seconda serata, torna Cari amici vicini e lontani, lo storico ciclo trasmesso nel 1984 per i 60 anni della radio, oggi riproposto per celebrare il centenario della Rai. Un’altra occasione per riscoprire l’arte e la voce inconfondibile di uno dei più grandi innovatori dello spettacolo italiano.












