“Servono progetti concreti, non figure decorative”. Il consigliere comunale Nunzio Angiola interviene duramente sulla proposta avanzata dal collega De Sabato di istituire a Foggia un “Garante del verde e dell’ambiente”, definendola senza mezzi termini una trovata “inutile, inopportuna e profondamente demagogica”.
In un lungo comunicato stampa, l’ex candidato sindaco boccia l’idea con toni critici, sottolineando come nella città capoluogo della Capitanata ci sia “una cronica assenza di manutenzione e di pianificazione ambientale”, ben lontana – a suo dire – dai livelli minimi accettabili. “Abbiamo solo 9 metri quadri di verde per abitante, quando la media nazionale è di circa 32,5 mq, e perfino il Sud si attesta tra i 23 e i 24 mq. Inoltre, a Foggia si contano appena 14 alberi ogni 100 residenti, uno dei dati più bassi d’Italia”, denuncia Angiola.
“Cippi, alberi secchi e promesse mancate”
Il consigliere denuncia una gestione del verde urbano totalmente assente, citando come esempio piazza De Gasperi, dove i resti degli alberi abbattuti rappresenterebbero “simboli tangibili di incuria e promesse mancate”. E accusa anche l’amministrazione di immobilismo rispetto ai Campi Diomedei, dove da oltre un anno si promette la piantumazione di 1200 alberi “ma a oggi non se ne è visto nemmeno uno”.
Nel mirino anche l’assessora all’Ambiente Lucia Aprile, accusata di “silenzio e assenza” di fronte a un’emergenza ambientale “sotto gli occhi di tutti”.
“Basta garanti di facciata, serve una vera Consulta”
Angiola rivendica l’adesione al Patto Verde durante la sua campagna elettorale per le comunali, come impegno a una progettualità seria e trasparente. E rilancia la proposta – condivisa con il WWF e Maurizio Marrese – di istituire una Consulta dell’Ambiente e del Territorio, “partecipata, competente e indipendente”.
“La città non ha bisogno di nuove poltrone, ma di volontà politica, pianificazione e coinvolgimento reale della cittadinanza – conclude il consigliere –. Mentre altrove si costruisce ombra e vivibilità, qui restano solo i cippi a ricordarci ciò che non è stato fatto. E in una città senza verde, cresce solo la sfiducia”.










