È scattato all’alba il blitz che ha disarticolato un vasto sodalizio criminale dedito al riciclaggio dei proventi delle rapine ai portavalori e di altri reati connessi alla criminalità organizzata foggiana. Nove le persone raggiunte da misure cautelari (sette in carcere e due ai domiciliari), tra cui il noto imprenditore lavellese Antonio Liseno, figura centrale di una fitta rete di imprese e relazioni d’affari con ramificazioni tra Basilicata e Lombardia. Molto noti agli inquirenti due arrestati in particolare Sante Cartagena e soprattutto Pasquale Saracino, nomi di spicco della malavita cerignolana. Saracino in particolare è un “pezzo da Novanta” della criminalità. L’uomo, 50 anni, detto “Lino U’ Nerg”, è stato più volte colpito negli ultimi anni da sequestri milionari. Specialità di entrambi gli assalti ai tir e ai portavalori.
Nel mirino l’impero imprenditoriale lucano: sequestrate 11 società e beni per 180 milioni
Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Potenza su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, ha portato al sequestro del compendio aziendale di undici società per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro, oltre al sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per altri 10 milioni, nella forma diretta o per equivalente.
Tra le società coinvolte anche la SG S.p.A. e la Glam’Our Italia S.r.l., leader nel settore del commercio elettronico e della telefonia. Sotto sequestro pure l’intero compendio aziendale dell’Hotel San Barbato Resort SPA & Golf, lussuosa struttura realizzata da Liseno a Lavello, il cui assetto proprietario – secondo gli inquirenti – era stato recentemente trasferito a una nuova società di diritto torinese, la SB S.r.l., sempre riconducibile all’imprenditore.
Il sistema: società fittizie, “prestanome” e legami con i clan di Cerignola
Secondo le ricostruzioni investigative, avviate già nel 2017, Liseno avrebbe riciclato somme di denaro illecite provenienti da furti e rapine organizzate dai gruppi criminali foggiani – in particolare legati alle famiglie Saracino e Cartagena di Cerignola – attraverso un’articolata rete societaria che coinvolgeva anche prestanome, società cartiere e imprese edili compiacenti. I lavori per la costruzione dell’Hotel San Barbato, ad esempio, sarebbero stati formalmente affidati ad aziende riconducibili a imprenditori di copertura, celando così i veri beneficiari dei capitali riciclati.

Pandemia e speculazioni: “oltre 13 milioni di mascherine vendute con rincari”
Nel periodo della pandemia, Liseno – sempre secondo l’accusa – avrebbe anche speculato su prodotti di prima necessità e dispositivi di protezione individuale, accumulando oltre 13 milioni di mascherine attraverso manovre speculative illecite che ne hanno determinato la rarefazione sul mercato e l’aumento dei prezzi in un momento di grave emergenza.
Rapina con armi e carburante rubato: un danno da 50mila euro
L’ordinanza ha inoltre cristallizzato le responsabilità di una rapina a mano armata avvenuta nel 2023, in cui due degli arrestati – Nicola Dileo e Pietro Gadaleta – avrebbero sottratto una cisterna contenente 36mila litri di carburante, per un valore di circa 50.000 euro, a un trasportatore.
Gli arrestati: sette in carcere, due ai domiciliari
Sono finiti in carcere: Antonio Liseno, 57 anni, di Lavello; Pasquale Saracino, 50 anni, di Cerignola; Sante Cartagena, 67 anni, di Cerignola; Angelo Finiguerra, 52 anni, di Lavello; Mariagrazia Filomena Merra, 47 anni, di Lavello; Nicola Dileo, 25 anni, di Cerignola; Pietro Gervasio, 47 anni, di Cerignola.
Ai domiciliari invece Sonia Finiguerra, 25 anni, di Lavello e Franco Mauro Via, 55 anni, di Lavello
“Struttura assimilabile a un’azienda criminale”
La procura parla di un modello operativo che ricalca “un vero e proprio modello aziendale di stampo criminale”, con articolazioni interne e ruoli ben definiti. “Liseno si presentava come imprenditore rispettabile – si legge nel comunicato – ma agiva in realtà come anello di congiunzione tra l’economia legale e le organizzazioni criminali”.
Per l’esecuzione dell’ordinanza sono stati impiegati circa 200 agenti tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza, con il supporto delle unità cinofile antivaluta “cash dog” e dell’antidroga di Napoli.










