“Caro Direttore, mi riferisco al resoconto dato da l’Immediato sull’incontro a San Marco in Lamis dell’europarlamentare Roberto Vannacci, da me moderato”. Inizia così la replica di Micky dè Finis dopo l’articolo di ieri su Vannacci e la frase sui gay al fronte ripresa da tutte le testate nazionali.
“Nel merito, vorrei precisare che l’espressione ‘suadente’ da me impiegata per stigmatizzare alcuni concetti espressi da Vannacci intorno al possibile utilizzo di quanti presero parte al gay pride in Toscana sui vari fronti di guerra, aveva un marchiano senso ironico, al pari di un’evidente iperbole. E difatti, è stata proprio l’eccessiva enfasi utilizzata da Vannacci per affermare concetti molto divisivi quanto discutibili – antica tecnica preordinata ad ottenere il consenso della platea presente, peraltro puntualmente arrivato – che il termine suadente da me espresso indossava evidentemente un significato tutt’altro che persuasivo bensì mirato a far emergere la più che sospetta mancanza di genuinità della tesi affacciata dall’eurodeputato leghista. Tanto preciso non tanto per la migliore correttezza dell’informazione che la tua testata osserva – conclude -, quanto per la cupa miopia al limite di una genetica imbecillità di qualche leone da tastiera che ha sollevato su quella parola un polverone pomposamente pompato, al quale potrei solo suggerire di pensare meglio prima di parlare e scrivere, magari attraverso qualche necessaria ed opportuna lettura calda e suadente di Bertoldo”.











