Non si è fatta attendere la risposta de Le Bigotte, collettivo che anima il tessuto sociale e culturale del territorio foggiano, alle dichiarazioni rilasciate da Roberto Vannacci proprio nel giorno in cui si ricordano i moti di Stonewall, episodio simbolo della nascita del movimento LGBTQIA+ nel mondo.
Un intervento, quello dell’europarlamentare, giudicato dal comitato “imbarazzante e inaccettabile”, volto a “svilire i Pride e le persone che vi partecipano”, e che secondo Le Bigotte rivela “una totale non conoscenza della nostra storia, che è una storia fatta di coraggio e lotte”.
“Inadeguato a rappresentare le cittadine e i cittadini europei”
Secondo il direttivo del collettivo, le parole di Vannacci non solo offendono la dignità della comunità LGBTQIA+, ma “dimostrano ancora una volta la sua totale inadeguatezza a rappresentare le persone cittadine europee”. Le dichiarazioni sono considerate “un insulto alla memoria di chi ha combattuto e continua a combattere per la libertà e per la parità di diritti, a partire da quel primo tacco lanciato 56 anni fa contro l’oppressione”.
“La nostra risposta è la gioia del Foggia Pride”
Il comunicato sottolinea come la presenza dell’europarlamentare nei luoghi in cui opera il collettivo sia avvertita come un affronto diretto. Tuttavia, la risposta scelta da Le Bigotte non è fatta di scontri o aggressività, ma “di gioia e libertà”, con un chiaro riferimento al Foggia Pride come simbolo inclusivo e festoso della battaglia per i diritti.
“La comunità LGBTQIA+ in guerra non ci vuole andare, non di certo perché ci manca il coraggio, ma perché troviamo che le guerre siano il peggiore degli abomini”, scrivono nel comunicato. “Il nostro statuto è dichiaratamente e apertamente pacifista, oltre che antifascista. Abbiamo imparato a rivendicare i nostri diritti senza fucili, ma imbracciando il potere della collettività”.
“I Pride sono di tuttə”
Il collettivo chiude con una precisazione che è anche una rivendicazione culturale: “L’espressione ‘Gay Pride’ ha smesso di essere rappresentativa da almeno 20 anni. I Pride sono di tuttə, non solo delle persone gay”. E con una nota ironica ma tagliente: “Visto che siete ossessionati da noi (maschile sovraesteso non casuale), almeno usate i termini corretti”.
Una risposta netta, che mette al centro l’identità, la storia e la dignità delle persone LGBTQIA+, a partire proprio da Foggia.











