Foggia è la città pugliese che più di tutte ha subito gli effetti del cambiamento climatico negli ultimi 50 anni. A rivelarlo è la seconda edizione del rapporto redatto da iLMeteo.it per il Corriere della Sera, un’analisi fondata su ben 284 milioni di dati raccolti tra il 1975 e il 2024. A livello nazionale, Foggia si posiziona all’ottavo posto, preceduta soltanto da Roma, Cremona, Latina, Rovigo, Terni, Verona e Brescia.
Lo studio si basa su otto parametri chiave: temperatura media estiva, massima estiva, giornate di caldo intenso, notti tropicali (con minime sopra i 20 gradi), intensità delle piogge, siccità, temperatura media annuale e mensile. In tutti questi indicatori, Foggia mostra un trend di peggioramento marcato, con un indice complessivo di 761.
Caldo estremo e notti tropicali in aumento
Tra le province pugliesi, dopo Foggia seguono Barletta (18esima, indice 688) e Bari (33esima, indice 622). Più distanti Lecce (43esima), Taranto (85esima) e Brindisi (106esima).
Per quanto riguarda il caldo intenso, Taranto si colloca al terzo posto nazionale con un indice di 50, seguita da Lecce (decima, 42), Foggia (sedicesima, 39), Bari (ventiquattresima, 36), Barletta (quarantottesima, 30) e Brindisi (settantaquattresima, 22). Un altro dato significativo riguarda le cosiddette notti tropicali: Foggia ne registra 57 in più rispetto agli anni Settanta, posizionandosi settima in Italia. Subito dopo si trovano Barletta (55), Bari (50), Lecce (42), Brindisi (29) e Taranto (24).
Temperature medie in forte crescita
Il cambiamento più evidente si registra sulla temperatura media annuale: tra il 1975 e il 2024 Foggia ha visto un aumento di ben 2,3 gradi, il valore più alto in Puglia (e 41esimo a livello nazionale). Seguono Barletta con +2 gradi, Bari con +1,8, Taranto con +1,7, Lecce con +1,4 e Brindisi con +1,2 gradi.
Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, “la situazione della Puglia è fortemente influenzata dalla geografia: Foggia, trovandosi nell’entroterra, è più esposta agli sbalzi termici e all’aumento delle temperature, mentre lungo la costa – da Barletta fino a Brindisi – l’impatto è mitigato dai venti marini”.
Tuttavia, aggiunge l’esperto, “il Mar Mediterraneo si sta riscaldando in modo preoccupante, condizionando la frequenza e l’intensità delle notti tropicali. E questa tendenza è in forte crescita”.
Alberi contro la crisi climatica
Cosa si può fare per contrastare questi effetti? “La piantumazione di alberi è una delle strategie più semplici ed efficaci”, suggerisce ancora Tedici. Gli alberi, oltre ad assorbire CO₂, contribuiscono ad abbassare le temperature e ridurre i danni delle piogge torrenziali, sempre più frequenti e violente.
Il report rappresenta un campanello d’allarme per le città pugliesi, in particolare per Foggia: il cambiamento climatico è già qui, misurabile e visibile, e l’unico modo per arginarne gli effetti è intervenire in fretta con politiche urbane e ambientali concrete.











