Nel quartiere ferrovia di Foggia la tensione è ormai alle stelle. Strade completamente al buio da settimane, bande in scooter che aggirano le auto parcheggiate, residenti terrorizzati che raccontano di scippi, tossicodipendenti e violenze notturne sotto le loro finestre. Un’escalation che ha spinto ancora una volta il gruppo Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia a lanciare un grido d’allarme: “È ora di dire basta. Chiediamo l’intervento immediato dell’Esercito”.
Blackout e criminalità, la denuncia dal basso
Via Trieste, via Piave, via Monfalcone: intere arterie del rione sono completamente prive di illuminazione pubblica. Il buio avvolge ogni cosa, offrendo un terreno ideale per il dilagare di furti e aggressioni. “Ieri l’ennesima segnalazione – si legge nel comunicato diffuso oggi dal comitato – due delinquenti su un T-Max si aggiravano tra le auto, probabilmente per rubarne una. Oggi un nostro follower ha trovato il vetro della macchina rotto”.
Una testimonianza diretta, pubblicata sulla pagina social del gruppo, rende l’idea del clima: “Che schifo! Sono settimane che non si vedono più le forze dell’ordine e i delinquenti ritornano. La notte mi affaccio e vedo tossici che fumano crack, papponi che fanno a botte. L’altra sera un ragazzo di colore ha scippato il cellulare a una ragazza. Degrado totale”.
Petizione oltre le 2.800 firme, ma ancora nessuna risposta
La richiesta avanzata dal gruppo è precisa: non più controlli saltuari o blitz a favore di telecamera, ma un presidio fisso e costante. “Lo diciamo da mesi, lo gridiamo da anni – scrive il comitato – la nostra petizione ha superato le 2.800 firme, ma chi governa continua a ignorare la voce dei residenti. Non servono passerelle, servono soluzioni vere”.
La proposta, ribadita con forza, è quella di impiegare l’Esercito per garantire un controllo costante in un’area da troppo tempo lasciata a sé stessa. “I cittadini sono esasperati – conclude la nota – la sicurezza non è più rinviabile. Se non arriverà subito una risposta concreta, la situazione degenererà ancora di più. Non si può andare avanti così”.










