“Non ero la basista, mi trovavo all’ufficio postale per fare delle operazioni sul mio conto corrente. E quei guanti e scaldacollo? Li dicevo ai miei figli che dovevano andare a scuola, faceva freddo”. Così Danila Ariostini, 43 anni, foggiana, ha negato ogni addebito rispondendo in aula durante il processo abbreviato che vede coinvolti otto foggiani accusati, a vario titolo, di tre rapine a mano armata compiute a Foggia tra novembre 2023 e febbraio 2024.
Il procedimento si svolge davanti al giudice dell’udienza preliminare che ha rigettato alcune richieste della difesa, tra cui quella di trascrizione di intercettazioni ambientali e una perizia psichiatrica per Claudio Pesante, 20 anni, figlio della Ariostini. Il giudice ha invece accolto la produzione della documentazione sanitaria relativa a un precedente processo a carico del ragazzo per aggressione a due infermieri al pronto soccorso, procedimento in cui gli fu riconosciuto il vizio parziale di mente.
Il gruppo sotto processo e le posizioni difensive
Oltre a Ariostini e al figlio Claudio, sono sotto processo Giovanni Mastrullo (27 anni), Enea Bramante (26), Santuccio Bevilacqua (35), Luigi Mondelli (35), Carlo Federico Rotunno (35) e Aldo D’Angelo (52). Cinque di loro sono detenuti in carcere, tre agli arresti domiciliari. Gli arresti scattarono il 20 dicembre scorso su ordinanza della squadra mobile di Foggia. Tutti gli imputati si dichiarano innocenti. Il collegio difensivo ha optato per il rito abbreviato secco, che in caso di condanna prevede la riduzione di un terzo delle pene.
Le prossime udienze sono fissate per settembre e ottobre. Saranno interrogati tre degli otto imputati, poi toccherà al pubblico ministero con la requisitoria, alle parti civili per conto della sala scommesse rapinata e del dipendente aggredito – e infine alle difese. La sentenza è attesa il 6 ottobre.
Tre rapine in tre mesi: la ricostruzione
Secondo la ricostruzione della procura, le tre rapine sarebbero state commesse tra novembre 2023 e febbraio 2024, a distanza di circa un mese l’una dall’altra. Il primo colpo risale al 30 novembre, quando tre banditi armati e a volto coperto fecero irruzione nella gioielleria Piccole Gioie in via Arpi, fuggendo con un bottino di gioielli. Per questa rapina sono imputati Mastrullo, Bramante, Bevilacqua e D’Angelo: quest’ultimo avrebbe guidato la Volvo usata come auto della fuga; gli altri tre si sarebbero occupati del sopralluogo, parcheggiando due auto nei pressi del negozio la mattina stessa.
La seconda rapina si consumò il 31 gennaio 2024 alle Poste di viale Candelaro. Tre uomini armati di pistola giocattolo e a volto coperto portarono via 924 euro in contanti e un assegno da 13mila euro, poiché la cassaforte era temporizzata. In questo episodio sono coinvolti Bevilacqua, Rotunno, Mondelli e Ariostini. Secondo l’accusa, la donna avrebbe fatto un sopralluogo per verificare che tutto fosse tranquillo e poi segnalato il via libera. Lei ha ribattuto punto su punto: ha dichiarato di essere titolare di un conto presso quell’ufficio postale e di essere entrata per delle operazioni che però non ha concluso a causa della fila. Ha anche mostrato documentazione che attesta la titolarità del conto. Ha inoltre spiegato che il “numerino” allo sportello lo prese per Bevilacqua, su sua richiesta.
La terza e più violenta rapina fu commessa il 13 febbraio 2024 nella sala slot Big Billionaire di via Crispi. Quattro uomini armati e incappucciati aggredirono un dipendente con calci e pugni e portarono via 7mila euro in contanti e il portafogli dell’uomo. Le accuse si fondano su intercettazioni e riprese video. Pesante, sulla base delle immagini, è ritenuto uno degli autori materiali dell’assalto; Bevilacqua e Rotunno, invece, avrebbero effettuato nei giorni precedenti un sopralluogo passando più volte in auto davanti alla sala scommesse per scegliere il bersaglio.
Verso il verdetto
Il processo proseguirà dopo l’estate, ma già ora gli imputati e i loro difensori cercano di smontare il castello accusatorio. Le testimonianze, i documenti e le intercettazioni verranno valutati nel dettaglio dal gup che il prossimo 6 ottobre sarà chiamato a emettere la sentenza per uno dei procedimenti più complessi e delicati degli ultimi mesi a Foggia.










