15 voti, niente numero legale in Consiglio comunale a Foggia. In una prima battuta non era stato approvato l’atto simbolico che voleva seguire gli intendimenti della Regione Puglia. Poi in una seconda votazione dopo la sospensione richiesta dalla presidente del Consiglio Lia Azzarone il campo largo è rientrato in aula e la mozione è passata.
Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra a livello nazionale avevano presentato una mozione comune. Il testo impegnava il governo a riconoscere lo Stato di Palestina entro i confini del 1967, con Gerusalemme come capitale condivisa, sostenendo la prospettiva di due Stati che convivano in pace e sicurezza. Invitava a promuovere il riconoscimento della Palestina da parte dell’Unione europea, tutelando allo stesso tempo il diritto alla sicurezza di Israele.
La stessa mozione è stata presentata da Antonio De Sabato e Mario Cagiano. Netto Francesco Strippoli: “Il governo è tra i più muti e sordi sulla tragedia, altri governi hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. Noi abbiamo approvato una mozione sul cessate il fuoco. Due popoli e due stati”.
La sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo: “Il mio operato è chiaro, qualcuno mi accusa di disobbedienza civile, mi onoro di essere disobbediente. No al genocidio, no alla guerra, si alla pace, no al traffico di armi. Quelle sono scene che ci danno una pena nel cuore. La mia è una solidarietà convinta, da cittadina attiva. Ho sempre partecipato a queste manifestazioni”.
Duro De Sabato all’esito del primo voto: “Che vergogna, siete voi il campo largo? Per me il Consiglio comunale finisce qui. Il campo largo non merita di esistere”. Poi il lieto fine non senza grandi tensioni.










