Un titolo di laurea che potrebbe non esistere, esperienze professionali non documentate e versioni differenti fornite in occasioni pubbliche diverse. La vicenda di Carmela Fiorella, 38 anni, di Barletta, moglie del consigliere regionale ed ex capogruppo Pd Filippo Caracciolo, rischia di travolgere non solo la sua nomina a dirigente delle Risorse umane in Aeroporti di Puglia, ma anche l’intera procedura concorsuale.
La “Gazzetta del Mezzogiorno”, che da giorni segue e documenta il caso con dovizia di dettagli e fonti, ha segnalato una serie di incongruenze nella documentazione presentata da Fiorella per partecipare al concorso pubblico bandito da AdP nel febbraio 2024, vinto dalla 38enne barlettana il 14 febbraio di quest’anno. A seguito delle rivelazioni del quotidiano, Fiorella ha presentato le dimissioni con effetto immediato, parlando genericamente di “motivi personali” e del desiderio di “tutelare la famiglia”, senza fornire spiegazioni sui documenti contestati.
La pergamena sotto esame: firma del rettore in anticipo di 14 mesi
Al centro della bufera, una pergamena di laurea magistrale in “Economia e management” dell’Università di Bari, asseritamente conseguita con 110 e lode il 26 settembre 2012. Ma c’è un’anomalia macroscopica: il documento riporta la firma di un rettore che è entrato in carica solo 14 mesi dopo quella data. Da qui l’allarme e l’avvio immediato di verifiche da parte dell’Ateneo, che in serata ha dichiarato: “Stiamo svolgendo altri approfondimenti”. Un eventuale accertamento della falsità del titolo potrebbe aprire a conseguenze penali.
Dubbi anche sull’esperienza: curriculum contraddittori e ruoli confusi
Oltre al titolo, la “Gazzetta” ha ricostruito le discrepanze tra il curriculum presentato da Fiorella ad Aeroporti di Puglia, il modello C2 rilasciato dal centro per l’impiego, e quello che lei stessa aveva fornito nel 2017 ad Acquedotto Pugliese per ottenere un incarico nel consiglio di amministrazione.
Nel cv presentato ad Aeroporti, Fiorella si definisce “HR manager” in Adecco dal 2019, ruolo di tipo dirigenziale. Ma nel cv Aqp, pubblicato online, parla invece di “HR Area manager Centro-Sud”, figura più commerciale che legata alla direzione del personale. Il modello C2 riporta invece un inquadramento da impiegato amministrativo, e il reddito 2019 dichiarato (47mila euro complessivi, comprensivi dell’indennità Aqp) risulterebbe coerente con questa qualifica, non con un ruolo direttivo o manageriale.
Pergamena, titoli ed esperienza: tutto sotto verifica
Il bando prevedeva esplicitamente che il vincitore dovesse possedere una laurea specialistica, magistrale o del vecchio ordinamento in Economia o Giurisprudenza, con una votazione non inferiore a 106, e almeno sette anni di esperienza documentata nella gestione del personale in organizzazioni complesse.
Fiorella avrebbe dichiarato il possesso di una laurea magistrale, ma nel curriculum del 2017 parlava di una laurea triennale in Scienze delle amministrazioni (110/110 a novembre 2010) e di una laurea specialistica in Economia e management a settembre 2012 (110 e lode). Specialistica e magistrale non sono perfettamente sovrapponibili, ed è proprio su questo punto che – evidenzia ancora la “Gazzetta” – la commissione avrebbe dovuto intervenire.
Inoltre, le autocertificazioni presentate dalla candidata non sarebbero mai state verificate prima della firma del contratto di assunzione, avvenuta il 1° aprile 2025, preceduta dalle visite mediche del 14 marzo. Eppure, il Dpr 82/2023, applicabile alle società a controllo pubblico come AdP, prevede che i candidati vincitori assumano servizio solo “sotto riserva”, in attesa di verifica dei requisiti e titoli dichiarati.
La commissione del concorso e le domande inevase
La commissione che ha valutato la Fiorella era presieduta dal professor Giuseppe Pirlo dell’Università di Bari, con membri l’avvocato Raffaele Garofalo e il consulente del lavoro Nicola Robles. Gli stessi che, come ricorda la “Gazzetta”, avevano escluso per difformità formali una dirigente delle risorse umane di Ita Airways UK, ma non avevano rilevato anomalie nei documenti della barlettana, pur scrivendo nel verbale del 30 dicembre che la sua esperienza risultava “evidentemente difforme” da quanto richiesto e non debitamente documentata. Ciononostante, Fiorella ha ottenuto 72 punti su 100, superando la soglia minima di 70 per la nomina.
Le reazioni di AdP, Università e Regione
Ricevute le dimissioni via PEC, il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Vasile ha immediatamente segnalato il caso all’Organismo indipendente di valutazione e ha chiesto chiarimenti ufficiali all’Università di Bari sulla veridicità della pergamena.
Anche la Regione Puglia è intervenuta: “Alla luce degli ulteriori elementi odierni – si legge nella nota firmata dal governatore Michele Emiliano e dal dirigente anticorruzione Roberto Venneri – la Regione ha disposto tutte le verifiche necessarie. Se dovessero emergere fatti rilevanti, valuterà quali azioni intraprendere”.
La trasparenza di Aeroporti di Puglia – che ha fornito senza esitazioni alla stampa tutti i documenti richiesti, come sottolinea la “Gazzetta” – non basta però a spegnere la polemica: la sensazione è che i controlli siano arrivati troppo tardi, e che il sistema abbia lasciato spazi di manovra pericolosi in una procedura pubblica da 80mila euro lordi annui.
Il caso è tutt’altro che chiuso. E ora si attendono gli esiti ufficiali delle verifiche dell’Università e della Regione.












