Strade sconnesse, marciapiedi impraticabili, alberi inclinati che sfiorano le facciate delle case e un verde pubblico lasciato a sé stesso, con l’erba che in alcuni punti supera il metro e mezzo. È questa la fotografia del quartiere Cep, nella periferia di Foggia, che Antonio Paciello, residente, genitore e segretario provinciale dell’organizzazione sindacale Autonomia Orsa Igiene Ambiente e Trasporti, denuncia con forza attraverso immagini e una lettera-appello rivolta alla stampa.
“La sicurezza è a rischio”
“Quello che viviamo ogni giorno è uno scenario di abbandono – afferma Paciello –. Siamo circondati dal degrado. Il manto stradale è ormai una trappola per pedoni e automobilisti, gli alberi non vengono potati da tempo e si stanno inclinando pericolosamente. Domenica scorsa, nei pressi della Chiesa San Paolo, in via Alfieri, è caduto un pino. Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma cosa dobbiamo aspettare, che accada una tragedia?”.
Oltre al pericolo immediato rappresentato dagli alberi, il rappresentante sindacale punta il dito contro l’assenza di manutenzione del verde pubblico: “L’erba ha superato abbondantemente il metro e mezzo. La situazione è inaccettabile, sia dal punto di vista igienico-sanitario che da quello della vivibilità. Non si può continuare a ignorare i residenti di una parte così ampia della città”.
Un appello alle istituzioni
Paciello chiede un intervento immediato da parte dell’amministrazione comunale e dei responsabili del servizio Ambiente, affinché venga avviata una bonifica dell’area, il rifacimento delle strade e la messa in sicurezza degli alberi. “Non si tratta solo di decoro urbano, ma di rispetto per chi vive qui, paga le tasse e cresce i propri figli in un contesto che sembra dimenticato da tutti”.
Il quartiere Cep, già segnato in passato da problematiche sociali e urbanistiche, si trova ora ad affrontare anche una quotidianità segnata dal rischio e dal disinteresse istituzionale.



















