La Regione Puglia ha approvato i criteri e le modalità di assegnazione dei ristori economici destinati ai pescatori professionisti fermi dal maggio 2023 a causa dello stop triennale alla pesca dei ricci di mare. Una misura attesa da tempo dagli operatori del settore, resa necessaria per consentire il ripopolamento della specie ormai a rischio.
L’iniziativa, fortemente voluta dal capogruppo de La Puglia Domani verso Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, è stata condivisa non solo dal Consiglio regionale, ma anche dal mondo scientifico e dagli operatori della filiera ittica. “Il fermo pesca è stato un atto coraggioso ma necessario” ha dichiarato Pagliaro, sottolineando come i primi risultati del provvedimento siano addirittura superiori alle aspettative.
L’appello ai pescatori amatoriali: “Rispettiamo il divieto”
L’obiettivo della legge, in vigore fino a maggio 2026, è quello di salvaguardare una risorsa fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema marino. Per questo, il consigliere ha rivolto un appello ai pescatori amatoriali, invitandoli a rispettare il divieto e ricordando le sanzioni severe previste per chi trasgredisce.
“Gli amanti dei ricci di mare possono comunque continuare a consumarli” ha precisato Pagliaro, “chiedendo la certificazione di provenienza che attesti che non sono stati prelevati dai fondali pugliesi“.
Via libera ai ristori: chi potrà beneficiarne
La misura regionale riguarda i pescatori professionisti con licenza di tipo A, che ora potranno accedere ai ristori messi a bando. Una risposta attesa da mesi, arrivata dopo insistenti sollecitazioni da parte degli operatori del settore, penalizzati dallo stop alla pesca.
Il nodo della sensibilizzazione: “Ora una campagna di comunicazione”
Se da un lato il provvedimento ha gettato le basi per una tutela concreta della specie, dall’altro secondo Pagliaro manca ancora un passaggio fondamentale: una campagna di comunicazione e sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza, per contrastare il fenomeno della pesca abusiva.
“Oltre all’azione delle Capitanerie di porto, della Guardia di finanza e delle forze dell’ordine, che ringrazio per il loro impegno, è necessario che tutti vigilino affinché non si faccia razzia di ricci” ha sottolineato il consigliere, sollecitando la Regione a finanziare con urgenza un piano informativo in vista della stagione estiva.
Un modello per altre regioni
La Puglia è stata la prima regione italiana ad adottare una misura così restrittiva per la tutela del riccio di mare e ora rappresenta un modello per altre amministrazioni locali. “Possiamo essere orgogliosi di aver avviato un percorso che sta facendo scuola a livello nazionale” ha concluso Pagliaro, ribadendo la necessità di preservare il patrimonio marino pugliese per le future generazioni.












