La ASL di Foggia chiude il bilancio previsionale 2025 con un disavanzo di 36,5 milioni di euro, confermando le difficoltà economiche e gestionali che gravano sulla sanità territoriale (il policlinico Riuniti viaggia sui 45 milioni). Nonostante una riduzione del deficit rispetto al 2024, il quadro rimane allarmante, soprattutto a causa dell’aumento della mobilità sanitaria passiva, ovvero la spesa sostenuta per i pazienti foggiani che si curano fuori regione, che raggiunge un valore complessivo di 78,8 milioni di euro.
I dati emergono dal bilancio firmato dal direttore generale Antonio Nigri, che evidenzia come il sistema sanitario della provincia continui a perdere risorse economiche e pazienti, mettendo in difficoltà l’efficacia dei servizi locali.
Un deficit ancora pesante nonostante la riduzione
Il bilancio previsionale per il 2025 segna un disavanzo di 36,5 milioni di euro, in calo rispetto ai 47 milioni del 2024, ma ancora lontano dall’equilibrio. Il miglioramento è dovuto principalmente a un incremento dei finanziamenti regionali e a una gestione più contenuta delle spese. Tuttavia, la crescente spesa per la mobilità sanitaria passiva continua a pesare fortemente sui conti dell’azienda sanitaria.
Mobilità passiva in crescita
Uno dei dati più preoccupanti riguarda l’aumento della mobilità sanitaria passiva, che rappresenta il costo delle cure ricevute dai cittadini foggiani in altre regioni. Nel 2025, la spesa totale prevista per i pazienti che si curano in altre strutture della Puglia è di 344 milioni, mentre come già detto il costo dei viaggi della speranza è di 78,8 milioni. La spesa non è minimamente compensata dalla mobilità attiva (pazienti che vengono a curarsi in Capitanata), che si attesta sui 18 milioni di euro.
Rispetto all’anno precedente, la spesa per la mobilità passiva extraregionale è aumentata di 2,2 milioni di euro, segno di un trend preoccupante che evidenzia una crescente sfiducia nella sanità locale. I pazienti della provincia di Foggia continuano a rivolgersi a ospedali in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Campania, aggravando ulteriormente il bilancio della ASL. Parallelamente, la mobilità attiva, cioè i pazienti che arrivano a Foggia da altre regioni per farsi curare, non registra un incremento significativo, confermando la difficoltà della ASL nel rendere i propri ospedali più attrattivi.
Aumento dei costi di produzione e farmaceutica
Il bilancio evidenzia un incremento dei costi di produzione, che salgono a 1,31 miliardi di euro, con un aumento delle spese per: acquisto di beni sanitari, che supera i 157 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente; farmaceutica convenzionata, con una spesa di 85 milioni di euro, stabile rispetto al 2024, ma sempre elevata a causa della crescente domanda di farmaci innovativi e costosi. L’impatto della spesa farmaceutica resta significativo, con una quota importante destinata ai farmaci oncologici e ai trattamenti innovativi, spesso oggetto di rimborso attraverso il payback farmaceutico, che nel 2025 porterà un recupero di circa 13,7 milioni di euro.
La sfida per la sanità foggiana: invertire il trend della mobilità passiva
Il bilancio 2025 conferma una situazione ancora complessa per la ASL di Foggia, con un deficit ridotto ma ancora elevato e una fuga costante di pazienti verso altre regioni. Il problema della mobilità passiva resta centrale: senza un potenziamento dei servizi sanitari locali e una maggiore fiducia nelle strutture della Capitanata, il trend difficilmente si invertirà. Le risorse regionali hanno consentito di contenere il disavanzo, ma senza interventi mirati per migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre la necessità dei pazienti di spostarsi altrove, il sistema sanitario locale rischia di restare in una situazione di perenne difficoltà.











