Da tombaroli a guide turistiche nei siti archeologici di Canosa di Puglia. Lo prevede un accordo tra la Fondazione Archeologica Canosina e il Tribunale di Trani. L’intesa appena rinnovata prevede lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità o messa alla prova in aree archeologiche.
Alla luce dei risultati ottenuti nei primi anni di applicazione, i due Enti hanno rinnovato il documento che permette a imputati e condannati alla sanzione o pena del lavoro di pubblica utilità di prestare, presso la Fondazione, la propria attività non retribuita in favore della collettività.
Al momento, sono tre le persone impiegate: una con ‘messa alla prova’ e due che svolgono il lavoro di pubblica utilità Un quarto inizierà a breve e si tratta proprio di un ex ‘tombarolo’. Il fine dell’iniziativa è, infatti, anche quello di ‘reindirizzare’ in maniera positiva la passione per i beni archeologici di chi si è dedicato ad attività illegali in questo ambito.
“Abbiamo siglato la convenzione nell’ottica di dimostrare fiducia verso la giustizia riparativa, prevista dalla riforma Cartabia, e di dare una mano al processo di rieducazione di chi ha commesso degli errori, utilizzando l’enorme bellezza intorno a noi – sono state le parole del Presidente Sergio Fontana, Presidente FAC, che ha presentato il progetto nella mattinata di oggi insieme al Procuratore della Repubblica Renato Nitti, presso l’Ordine degli Avvocati di Trani – Oggi, le esperienze positive che abbiamo ci lasciano intendere di essere assolutamente sulla strada giusta”.













