Un importante passo nella lotta contro la criminalità organizzata del Gargano è stato compiuto l’11 dicembre 2024, quando la Corte d’Assise d’Appello di Bari ha emesso una sentenza significativa nell’ambito del processo “Omnia Nostra”. Il procedimento, incentrato sull’organizzazione mafiosa garganica, il clan Lombardi-Scirpoli-Raduano ha visto gli imputati accusati di associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga, con pene complessive che superano i 150 anni di reclusione.
La sentenza arriva dopo una lunga requisitoria del sostituto procuratore generale, che aveva chiesto la conferma delle condanne emesse in primo grado per tutti gli imputati. Tuttavia, la Corte d’Appello ha accolto parzialmente le tesi difensive, confermando la gravità delle accuse per la maggior parte degli imputati, ma emettendo anche assoluzioni e riduzioni di pena in casi specifici.
Assoluzioni eccellenti
Tra i punti salienti della sentenza, spicca l’assoluzione con formula piena per Alexander Thomas Pacillo e Giuseppe Sciarra, che in primo grado erano stati condannati rispettivamente a 9 anni e 9 anni e 4 mesi di reclusione. La difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Stefano Perrone e Diego Fanizza, è riuscita a dimostrare l’insussistenza delle prove a carico dei due imputati. La Corte ha così ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per sostenere le condanne inflitte in precedenza, sancendo l’innocenza dei due.
Gli avvocati Perrone e Fanizza hanno definito il risultato “eccezionale” e una “vittoria per la giustizia”. In una dichiarazione congiunta, hanno sottolineato: “Abbiamo sempre creduto nell’innocenza dei nostri assistiti ed oggi la verità è venuta a galla. Questo è un risultato eccezionale, che testimonia il nostro impegno costante per difendere i diritti e le libertà dei cittadini”.
Riduzione di pena per Moreno Sciarra
Un altro importante risultato è stato ottenuto per Moreno Sciarra, considerato uno dei maggiori spacciatori della città di Manfredonia. In primo grado, l’uomo era stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione. La Corte d’Appello ha accolto in parte le richieste della difesa, riducendo la pena a 6 anni, 10 mesi e 20 giorni. Inoltre, Sciarra ha ottenuto la revoca della misura di custodia in carcere, venendo trasferito agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Questa riduzione di pena è stata descritta come un risultato “importante” dagli stessi avvocati Perrone e Fanizza, che hanno lavorato per contestare le prove presentate dall’accusa e garantire condizioni più favorevoli per il loro assistito.
Un bilancio tra condanne e assoluzioni
Il processo “Omnia Nostra” rappresenta uno snodo cruciale nella lotta contro le organizzazioni criminali che operano sul Gargano, un territorio da anni segnato da violenza e illegalità. La sentenza d’appello ha confermato la gravità delle accuse per molti imputati, emettendo condanne pesanti che superano i 150 anni complessivi di reclusione. Tuttavia, le assoluzioni e le riduzioni di pena evidenziano come il diritto alla difesa e alla revisione delle prove rimanga un pilastro essenziale del sistema giudiziario.
Con questa sentenza, si rinnova l’impegno delle istituzioni nel contrastare le infiltrazioni mafiose sul Gargano, ribadendo l’importanza di una giustizia capace di equilibrare fermezza e rispetto dei diritti.











