Un’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha portato all’arresto di 28 persone appartenenti al clan mafioso Strisciuglio, operante nei quartieri Libertà, San Paolo, San Pio (Enziteto), Catino e San Girolamo di Bari, nonché nei comuni di Palo del Colle, Conversano e Rutigliano. Gli arresti sono stati eseguiti in seguito all’emissione di ordini di carcerazione da parte della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bari.
Le condanne definitive riguardano reati gravissimi, tra cui associazione di tipo mafioso armata, estorsioni, detenzione e porto illegale di armi, traffico di sostanze stupefacenti, minacce e lesioni. Gli episodi contestati si sono verificati tra il 2015 e il 2020, ed erano già stati oggetto dell’operazione “Vortice-Maestrale”, che nel 2021 portò all’emissione di 99 provvedimenti cautelari.
Clan Strisciuglio: violenza e controllo del territorio
Le indagini hanno evidenziato come il clan, attraverso la forza intimidatoria del vincolo associativo e metodi particolarmente violenti, riuscisse a imporre il proprio controllo sul territorio. Tra le attività documentate, spiccano l’estorsione ai danni di commercianti, costretti a installare apparecchi per il gioco d’azzardo forniti da un’azienda gestita da un membro dell’organizzazione. Parte degli introiti venivano destinati alle casse del clan, garantendogli di fatto il monopolio nel settore.
Inoltre, il gruppo gestiva le piazze di spaccio nei territori sotto il proprio controllo, rifornendole con ingenti quantità di droga. Le indagini hanno fatto luce anche sulla violenta rissa del gennaio 2016 nel carcere di Bari, dove 41 detenuti, tra cui esponenti di vertice dei clan Strisciuglio e Misceo, si scontrarono per il controllo del territorio, in particolare nell’area di Palo del Colle.
Le condanne: pene fino a 23 anni di carcere
Le pene inflitte ai membri del clan variano dai 4 ai 23 anni di reclusione, per un totale di 362 anni di carcere. Tra i condannati figurano nomi di spicco del clan:
- Giuseppe Abbaticchio, 9 anni e 8 mesi;
- Giovanni Ballabene, 9 anni;
- Francesco Caldarola, 10 anni;
- Giacomo Campanale, 15 anni e 1 mese;
- Leonardo Campanale, 6 anni;
- Gianfranco Caputi, 10 anni e 11 giorni;
- Gianluca Frisari, 9 anni, 7 mesi e 9 giorni;
- Nicola Antonio La Selva, 17 anni, 9 mesi e 28 giorni;
- Massimo Lorenzani, 12 anni, 6 mesi e 25 giorni;
- Armando Marulli, 10 anni, 11 mesi e 6 giorni;
- Antonio Mititiero, 18 anni e 4 giorni;
- Luca Pisani, 19 anni e 7 mesi;
- Alessandro Ruta, 16 anni, 7 mesi e 12 giorni;
- Giuseppe Schino, 6 anni, 7 mesi e 21 giorni;
- Damiano Spano, 5 anni;
- Luigi Spano, 5 anni;
- Valerio Violante, 4 anni, 9 mesi e 19 giorni;
- Giacomo Zapparella, 8 anni e 4 mesi;
- Rita Dentamaro, 2 anni, 9 mesi e 10 giorni;
- Nicola Ficarelli, 20 anni, 10 mesi e 24 giorni;
- Mauro Losacco, 21 anni, 3 mesi e 19 giorni;
- Vito Di Bari, 9 anni, 7 mesi e 13 giorni;
- Pietro Mercoledisanto, 18 anni;
- Francesco Stefanachi, 8 anni e 8 mesi;
- Giovanni Tritto, 23 anni, 2 mesi e 27 giorni;
- Marino Massari, 13 anni, 2 mesi e 20 giorni;
- Ivan Caldarola, 14 anni, 4 mesi e 24 giorni;
- Saverio De Santis, 20 anni, 7 mesi e 29 giorni.
Un colpo decisivo alla mafia barese
Con queste condanne, si conclude un’operazione che ha messo in ginocchio una delle organizzazioni criminali più radicate del territorio barese. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e le forze dell’ordine hanno sottolineato che il risultato rappresenta un passo fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, che ancora oggi rappresenta una delle principali minacce per la sicurezza e lo sviluppo della regione.









