Mohamed è un giovane ragazzo del Senegal arrivato in Italia con un barcone. Durante il viaggio dall’Africa ha perso i genitori e da cinque anni vive a Monteleone di Puglia in provincia di Foggia dove lavora nel bar del paese. “Mi trovo bene qui, mi hanno accolto tutti e mi sono integrato con la comunità del paese e ho imparato a fare i caffè al bar. Nel tempo libero gioco a calcio, la mia grande passione. Da qui non mi muovo”. La storia di Mohamed è solo una delle tante da raccontare a Monteleone di Puglia, paese che ha creduto nell’accoglienza. Oggi sono oltre 50 i migranti accolti nei due centri del paese. Quasi tutti lavorano nelle aziende locali, altri vanno a scuola, tutti si sono integrati al punto che la domenica a turno vanno a pranzo a casa degli amministratori o di altre famiglie. L’azienda di infissi Morra ne ha ingaggiati ben sette, e senza di loro avrebbe chiuso per mancanza di personale.
I migranti sono dunque una risorsa per i comuni dell’area interna dei Monti Dauni. Di questo se ne è parlato nel corso di un convegno organizzato dall’amministrazione comunale. “La nostra prima regola – ha detto il sindaco Campese – è l’accoglienza. Chi arriva a Monteleone si integra grazie al lavoro offerto dalle imprese locali”. “Monteleone è un modello da esportare. Il piccolo comune della Puglia ha dimostrato che questa è una grande opportunità per valorizzare il territorio, le attività produttive e per assicurare una buona accoglienza alle persone che cercano protezione”. Lo ha detto Virginia Costa, responsabile del servizio centrale Sai (Sistema di accoglienza e integrazione), a margine del convegno organizzato per fare il punto sulle attività del progetto sul territorio.
“Occupazione e inversione della tendenza allo spopolamento che questa produce – ha spiegato Noè Andreano di Anci Puglia – possono essere davvero una riposta ai malesseri delle aree interne. Ma soprattutto solidarietà ed opportunità per le famiglie ospitate, soprattutto per i giovani, che vivono qui una nuova primavera che alla fine di tutto arricchisce una comunità in cui l’identità culturale diventa multietnica. Una meraviglia ascoltare le testimonianze dei beneficiari e quelle degli esponenti della comunità coinvolti. Un modello da dover seguire. Se il governo avesse la sensibilità di riaprire il bando per la selezione di nuovi progetti a cui centinaia di comuni desiderano accedere, sarebbe l’ideale”. Ha chiuso i lavori il vice presidente della Regione Puglia e da poco assessore alla Salute, Raffaele Piemontese. “Un’esperienza unica, qui a Monteleone dove si accoglie non solo a parole. Un esempio virtuoso di come l’integrazione arricchisce tutti”.









