Schermaglie in aula sulla richiesta di costituzione di parte civile presentata dal Comune di Manfredonia nel processo “Giù le mani”. La difesa dell’ex sindaco Gianni Rotice ha sollevato eccezioni sull’ammissibilità mentre l’ente ne chiede i danni. A novembre sarà sciolta la riserva. Comune sipontino che nel frattempo ha mutato il difensore dopo le recenti polemiche e la presa di posizione del consigliere di opposizione, Ugo Galli. Quest’ultimo aveva evidenziato l’inopportunità dell’incarico all’avvocato Michele Gentile, legato da uno strettissimo rapporto parentale con un imputato (Vittorio Gentile, padre del legale, ndr) nel processo “Omnia Nostra” dove l’ente comunale è proprio parte civile.
Sempre il mese prossimo si deciderà sulla richiesta di costituzione di parte civile delle altre persone offese e sul possibile rinvio a giudizio degli imputati. Rischiano il processo l’ex sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, suo fratello Michele detto “Lino”, Michele e Raffaele Fatone, padre e figlio detti “Racastill”, Michele Romito, Angelo Salvemini, Grazia Romito, Luigi Rotolo, Giuliana Galantino e Rocco Spagnuolo.
I Rotice sono accusati di corruzione elettorale, avrebbero chiesto voti a Michele Romito con la promessa di salvaguardare il ristorante “Guarda che Luna”.
Sui Fatone incombono numerose accuse, tutte riguardanti il predominio acquisito dai “Racastill” nell’azienda municipalizzata dei rifiuti “Ase” dove avrebbero aggredito e picchiato colleghi, sfruttato mezzi e oggetti della ditta e minacciato un manager.
Michele Romito e l’ex assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Salvemini avrebbero fatto pressione sull’apparato amministrativo e politico di Manfredonia per evitare lo smontaggio del “Guarda che Luna”.
Grazia Romito, Rotolo e Salvemini avrebbero indotto in errore la tecnostruttura del Comune di Manfredonia per svolgere un servizio di attività funebre nonostante l’interdittiva antimafia a carico della Romito.
Infine, Galantino che, all’epoca segretaria comunale, avrebbe accettato la promessa di utilità da parte di Salvemini risolvendo il conflitto di competenza tra V e VI settore del Comune di Manfredonia sollevato dalla “Bar Centrale sas” (titolare del Guarda che Luna) in senso favorevole alle prospettazioni dell’ex assessore. In cambio Salvemini avrebbe redatto gratuitamente, in virtù della sua professione di avvocato, un esposto utile alla Galantino.
Lunga la lista delle persone offese: Lorenzo Caracciolo, Luigi Di Tullo, Rocco Spagnuolo, Domenico Manzella, Michele Guerra, Raphael Rossi, Antonio Lupoli, Rosa Tedeschi, la stessa Galantino nonostante sia anche imputata, Michele Stelluti, Giuseppe Basta e Michelangelo Basta.












