Parcocittà, la convenzione e l’attuale gestore sono tra gli argomenti più dibattuti delle due commissioni consiliari, Cultura presieduta dal dottor Italo Pontone, già scagliatosi contro la gestione dell’affaire Palmisano, e Ambiente e Territorio, presieduta dall’ingegner pentastellato Giovanni Quarato.
Il professionista è netto sullo spazio riportato alla legalità con la collaborazione di Comune, Fondazione Monti Uniti e sponsor privati da un gruppo di associazioni e giovani cittadini storicamente vicini a Peppino D’Urso, ex presidente del TPP e maggiorente del Partito democratico.
“Su Parcocittà il primo punto è riportare quella situazione ad una condizione di regolarità contrattuale – spiega Quarato a l’Immediato -. La dirigente Siciliano ha provveduto ad inviare richiesta di restituzione dei locali e dei luoghi. Non ricordo se ha inserito una clausola sui tempi. Ci sarà da fare un sopralluogo contraddittorio. Va rifatto un progetto che preveda Parcocittà come presidio di legalità. Lo è stato tutti per tutti questi anni, i consiglieri hanno ribadito che la gestione è stata meritoria non si è mai criticato il merito di quanto realizzato, ma serve un nuovo bando”.
Sulla nota del dirigente Carlo Dicesare che denuncia sublocazioni ad associazioni terze con eventi non previsti dalla convenzione, Quarato ha le idee chiare. “La sublocazione non era negata, anche se la convenzione era carente da questo punto di vista, il nuovo progetto deve prevedere un presidio di legalità con tutta una serie di iniziative e di manifestazioni. Diciamo che ci sarà un nuovo bando”.
Che ne sarà però dei lavori realizzati dall’aps finanziati da un bando nazionale del Ministero? “Ci sarà un contraddittorio in fase di sopralluogo, se riterranno di avere realizzato delle lavorazioni se ne terrà conto. Tutto dipende dal progetto e dalle finalità. Sono dell’avviso che la convenzione potrà avere anche una più lunga durata. Si può fare a 9 anni, non devono mancare obiettivi, criteri di controllo, dobbiamo definire un percorso e poterlo verificare. Va senza dubbio previsto un servizio di guardiania, il rischio è che con la consegna al comune e senza la gestione possa esserci una vandalizzazione. Ma la convenzione era lacunosa e prevedere ulteriori proroghe, secondo quanto ci ha riferito in commissione la dirigente, non era possibile. Spero si possa agire con un affidamento provvisorio a qualche associazione nelle more dell’elaborazione del bando per la cui redazione, pubblicazione ed esplicazione saranno necessari alcuni mesi”.










