L’Università di Foggia arricchisce l’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 con quattro nuovi corsi di studio in Biotecnologie, Sviluppo e Innovazione Sociale, Logopedia e Ingegneria della Trasformazione Digitale. L’anno scorso Unifg ha presentato 6 nuovi corsi, quest”anno 4 che per cercare ancora di più di rispondere alle esigenze del territorio. Viva Unifg è stato il motto in Via Gramsci.
Alla conferenza stampa a cui ha partecipato anche il rettore Lorenzo Lo Muzio, i docenti manager, tutta la tecnostruttura guidata dalla direttrice generale Teresa Romei e il delegato al Placement Giorgio Mori hanno illustrato le novità dei 4 corsi.
“Abbiamo cercato di ascoltare quello che gli stakeholders ci chiedevano seguendo le esigenze del mercato del lavoro con una offerta specifica.
Noi come Unifg abbiamo fatto una scommessa: vogliamo trattenere gli studenti qui una volta formati. Faremo orientamento e placement affinché la gente che si forma qui lavori qui”, ha detto il professor Mori.
Fa informazione in maniera inclusiva la delegata e docente Giusy Toto: “10 corsi di studio in 2 anni non sono pochi. È qualcosa di importante, l’area informazione ci ha coadiuvato in maniera splendida e ringrazio i tutor. Loro hanno un ruolo fondamentale, danno informazioni alle matricole. Ci siamo già organizzati con attività di orientamento spalmate in tutto l’anno. Abbiamo ricevuto il decreto del Ministro in pieno agosto, abbiamo lavorato nella pausa estiva”. Il corso di Biotecnologie sarà erogato dal Dafne ed è ritenuto una scommessa per il futuro.
“Abbiamo aperto un corso di studio, non è semplice perché richiede una presenza di docenti e un esame del Ministero. Logopedia ci veniva richiesto dal territorio perché mancano i professionisti. Abbiamo Ingegneria della trasformazione digitale perché siamo entrati in una cordata italiana con sovvenzioni e stiamo partecipando in Italia ad un programma digitale. Il percorso per arrivare all’accreditamento è stato complesso e ha richiesto molto lavoro. La dottoressa Pacillo è la vera anima di questo iter insieme alla direttrice”, ha specificato Mori.
Il percorso di accreditamento dura un anno intero, con valutazioni plurime da parte di Regione e Anvur. Il primo passo è stato quello di contattare il territorio. I manager didattici hanno fatto il resto insieme alla tecnostruttura che ha avuto un risultato ottimale con l’approvazione di tutti e 4 i corsi. E i corsi sanitari hanno un controllo ancora più stringente. Unifg ha sostenuto un esame dopo l’altro, superandoli tutti.
La professoressa Titti Lotti ha spiegato la bontà e l’utilità di Biotecnologie un corso fondamentale per tutti gli atenei, soprattutto dopo il Covid. “Le industrie farmaceuriche richiedono professionalità delle nuove Stem. Vogliamo creare una figura professionale che possa avere come richiedono gli stakeholders una formazione adatta ad essere già occupata. Abbiamo puntato molto sul potenziamento della pratica, già a partire dal secondo anno oltre ad ampliare la conoscenza avremo un percorso di laboratorio, che consentirà agli studenti di acquisire la manualità richiesta dalle aziende”.
Laboratori di tecnologie, non solo didattica frontale, ma una formazione partecipata. Qual è la figura professionale che fiorisce dal corso? Un biotecnologo che potrà lavorare in aziende private o un enti pubblici, è la certezza della prof. Il Corso triennale in Logopedia invece è un corso che si inserisce in uno sviluppo più globale della riabilitazione. È un corso che finalmente potrà consentire un tirocinio in sede a Foggia.
Dal 2019 la Capitanata ha 5 professionisti nella area logopedistica. Il logopedista è una figura che va al di là dei bambini, ma è legata anche agli anziani con problemi di deglutizione. E in Unifg un tirocinio consentirà di avere una completezza professionale.
“Non ho dubbi che possa essere attrattivo, perché nelle province limitrofe c’è una richiesta incredibile. Attorno allo sviluppo della riabilitazione c’è tutto un mondo che si attiverà. Sono convinto che ci sarà una grande possibilità di assunzione”, ha osservato il presidente del corso. La prof Mastroserio ha dato elementi su Ingegneria della Trasformazione digitale, di fatto un nuovo corso di Ingegneria Informatica.
“Sappiamo tutti che la digitalizzazione sta pervadendo il mondo dell’ industria e del mondo della sanità. Digital for Health e Digital for Industry sono i due percorsi che rientrano nei patti territoriali. I due curricula: il digitale per la salute gira intorno alla produzione di tecnologie avanzate di telemedicina o come supporto diagnostico per strutture della digitalizzazione dei dati sanitari. Il digitale per l’industria vuole integrare sistemi tecnologici post produzione utilizzando l’internet delle cose e l’intelligenza artificiale che la farà da padrone. La cyber security sarà essenziale in entrambi i percorsi. Formeremo un ingegnere junior con competenze per rispondere alle esigenze del territorio. Nelle interlocuzioni che abbiamo avuto abbiamo percepito che non c’è piena consapevolezza delle opportunità del digitale”.
Infine, il corso di Innovazione sociale, una speciale evoluzione di Scienze politiche. Al Sud è carente una figura che sappia comprendere le innovazioni del welfare rispetto ad una struttura pubblica che arretra. C’è un avanzamento rispetto al corso di laurea in Scienze politiche. Il corso fornirà competenze nelle forme innovative del welfare insieme agli enti del terzo settore in modo da intervenire sulle nuove povertà. Tra gli stakeholders, la regione Puglia lamenta la mancanza di figure che sappiano intercettare gli strumenti finanziari. Manca una mappatura sociologica. Il corso avrà insegnamenti di sociologia, matematica attuariale per studiare gli impatti e di finanza di impatto sociale.
“Le prospettive lavorative sono enormi, gli enti di terzo settore sono la nuova economia e lamentano un’assenza di formazione nel leggere il nuovo stato di intervento nel welfare. Nell’intero centro Sud non esiste un corso di laurea analogo”.
A proposito del corso di Ingegneria si è voluto sottolineare di non offrure un corso di sviluppatore ma un metodo tipico della figura ci ingegneria. Il corso posiziona Foggia a livello di Ingegneria Informatica in Italia.
Sul tema dell’urbanistica universitaria il rettore è stato netto: “Le aule sono sempre insufficienti, ma presto avremo 3mila metri quadrati più un’aula magna per un comodato di 4 anni. Tutti gli atenei hanno fame di aule. Foggia non ha fatto la scelta del campus ma ha scelto di ristrutturare contenitori storici esistenti per essere una città universitaria diffusa. Si tratta di una scelta importante, ma pesante perché si moltiplicano le spese e questo ci costringe ad una manutenzione continua”. Sull’argomento è intervenuta la direttrice che ha fatto il punto dei lavori di edilizia degli ultimi anni: “Sulle aule c’è stato un grande impegno nel rigenerare alcuni quartieri della città. Ricordo la cosiddetta ex Piscina era una zona non particolarmente sicura, era stata anche occupata anche da un collettivo. Ricordo la nuova biblioteca economica realizzata lì dove c’era una palestra, anche lì si sono fatte grandi cose per l’immobile, la biblioteca è aperta anche il sabato e garantisce alla cittadinanza di accedere in un contenitore di pregio. Sta partendo la gara per il Conventino lì realizzeremo delle residenze per rispondere alle esigenze degli studenti. Abbiamo avuto un grande risultato per la caserma Miale finanziata per l’intera somma richiesta. Stiamo cercando di ottenere l’ulteriore parte del finanziamento. Per Medicina è in fase di completamento la struttura che ospiterà di dipartimento di eccellenza. Per il corpo aule c’è qualche piccolo problema da risolvere per la presenza dell’aeroporto”.











