Con circa sei mesi di ritardo e non pochi disagi economici e sociali questa mattina sono stati firmati i contratti per le strutture educative foggiane di primissima infanzia, la cui situazione aveva allertato il centrodestra ed Antonio De Sabato.
Ammonta a 4,6 milioni il finanziamento regionale erogato tramite il Comune destinato ai 37 asili nido privati di Foggia no profit, che prevedono per il pagamento della retta una piccola compartecipazione della famiglia, beneficiaria del bonus. In Puglia e a Foggia le famiglie pagano una retta minima per l’asilo nido laddove in altre realtà si arriva anche a 700 euro al mese.
Foggia straordinariamente rappresenta grazie alle strutture private una eccellenza per i nidi, con il raggiungimento della quota del 33 per cento di copertura. Sono 1000 i bambini e le bambine foggiane che frequentano nidi privati.
“Il sistema di erogazione è sicuramente complicato ma non è difficile, il Comune trattiene a sé il 2 per cento dei fondi per l’organizzazione del servizio. Con il sindaco ci siamo incontrati il 16 gennaio, con lei c’erano l’assessore Di Molfetta e la dirigente Serafina Croce che hanno assicurato che entro 10 giorni si sarebbero attivati”, spiega Fabio Daniele presidente regionale della Fism.
Le strutture che fanno costi superiori ai 20mila euro al mese, da sei mesi non fatturavano ed erano esaurite le possibilità di prestiti bancari.
Ogni nido può avere al massimo 60 bambini e si si considera che per ogni bambini c’è bisogno per legge di una educatrice, ci sono a Foggia 200 educatrici più altro personale per la pulizia e la cucina.
“La città sembra carente di servizi ma superiamo e raggiungiamo la percentuale europea. I nidi a Foggia sono sempre stati una eccellenza. Con Mongelli avevamo anche 2 milioni di euro di finanziamento comunale”.
Scongiurato quindi per poco il rischio più grave, ossia quello di interrompere il servizio per mancanza di fondi. “Le banche non ti fanno un credito infinito, il contratto deve essere firmato a novembre”.








