2 agosto. Quando scriviamo, è ancora in corso la riunione di coalizione del campo largo del centrosinistra e il tavolo, composto da sinistra, verdi, socialisti, emilianisti di Con, associazioni e movimenti, centristi renziani e calendiani, Pd e M5S, è ancora bloccato sul duo di nomi proposti da dem e pentastellati.
Marcello Salvatori voluto dal Pd contro Maria Aida Episcopo, opzione d’area da poco contiana, avanzata dal coordinatore Mario Furore. La bilancia pende al momento sulla provveditora ed ex assessora tecnica della seconda Giunta Mongelli.
Chi dei due allarga di più il perimetro della coalizione sfondando a destra? È questo il dubbio che alberga in molti dirigenti. Nel Pd in molti ricordano la sconfitta del 2014 quando Augusto Marasco perse contro il primo Franco Landella per una manciata di voti.
“Se dovessi scegliere col cuore, non avrei dubbi ed indicherei Maria Aida, che pur non essendo mai stata tesserata è della nostra gente, ma c’è la perplessità sulla sua capacità aggregante, Salvatori potrebbe avere un maggior elettorato a destra. Non dimentichiamo che il centrodestra ha il vento in poppa”, spiega un dem di vertice.
Non è escluso che puntare su Episcopo possa fare allontanare gli emilianisti di Con, oltre che Azione e Italia Viva.
“Al momento non c’è una soluzione”, dice sconsolato il coordinatore socialista Mino Di Chiara. (In foto, Episcopo e Salvatori; sullo sfondo, il Comune di Foggia)













