5 stelle foggiani ancora contro Draghi: “Per lui i problemi della Capitanata non erano una priorità”

Il senatore Pellegrini esalta il suo leader Conte: “Aveva innescato una spinta per il cambiamento dopo anni di immobilismo”

“Con Giuseppe Conte era iniziata una nuova primavera per la provincia di Foggia, il presidente aveva innescato una spinta per il cambiamento dopo anni di immobilismo. Con l’arrivo di Draghi, di una maggioranza di governo innaturale,  composita e litigiosa, con l’arrivo di alcuni ministri sordi, arroganti e irraggiungibili, i più importanti progetti per il territorio hanno avuto un rallentamento notevole, per non dire proprio un blocco”.

Lo dice il senatore foggiano Marco Pellegrini del M5S che, da un lato, si compiace dei risultati raggiunti nei primi due Governi Conte, soprattutto per le fasce più deboli e per il tessuto produttivo, dall’altra parla di un sostanziale fallimento di questi ultimi mesi, per ciò che riguarda la Capitanata.

“Eravamo a un passo dall’approvazione in Senato del mio disegno di Legge per l’istituzione delle sezioni distaccate della Corte d’Appello a Foggia, della DDA, del Tribunale per i Minorenni. Tutti i passaggi parlamentari erano stati espletati, mancava solo il parere del Ministero della Giustizia (obbligatorio) per procedere all’approvazione. Ma la Cartabia, al di là di vuote e stucchevoli parole di vicinanza a questo territorio, quel parere non l’ha mai dato, nonostante i miei numerosi solleciti. Stesso discorso per il riordino della geografia giudiziaria e, quindi, per dotare il nostro territorio in difficoltà di almeno un altro tribunale. In questi mesi abbiamo ascoltato parole, vicinanza di facciata e null’altro. Stesso discorso, ancora, per l’elevazione dei Commissariati di Polizia di San Severo e Cerignola a commissariati di primo livello. Dopo le passerelle, successive a tragici episodi, è seguito il silenzio ministeriale e governativo. Ma, posso assicurarlo, la mia battaglia per dotare questo territorio dei necessari presidi di giustizia, legalità e sicurezza, non finirà qui. Però questi signori del governo, che sono stati sordi e ciechi, dovranno rispondere ad una comunità schiacciata dalla criminalità, a un territorio in cui una ministra dell’Interno rimanda, a data da destinarsi, la partecipazione a una importantissima seduta di Consiglio regionale incentrato sulle risposte da dare alla questione criminalità in Capitanata. È uno dei tanti segnali di questi ultimi tempi che ci devono far riflettere. Stessa sorte, purtroppo, hanno seguito i progetti della fase 2 del CIS Capitanata, cioè i Contratti di Sviluppo ideati, finanziati e messi in campo da Giuseppe Conte quando era presidente del Consiglio. Tanto lavoro fatto da sindaci bravi e coraggiosi della provincia di Foggia, da me sempre seguiti e stimolati,  per la cosiddetta fase 2 dei nuovi progetti, mandati in fumo da un governo Draghi sonnolente e una ministra Carfagna insensibile. Basti solo un esempio: dopo la caduta del Governo Conte 2, il ruolo del Responsabile Unico del Contratto del CIS Capitanata, ruolo cruciale, è rimasto vacante per un anno. Una cosa vergognosa, inaccettabile! E più volte avevamo invitato gli organi competenti a procedere alla nuova nomina ma, evidentemente, al ministero avevano altro a cui pensare. Il popolo di Capitanata merita più rispetto”, conclude Marco Pellegrini. (In alto, Pellegrini, Conte e Draghi; sullo sfondo, Foggia)



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