Articolo 21: “Colpisce la sensibilità collettiva che l’attenzione della magistratura si rivolga all’attività civile dei giornalisti”

Cellulare sequestrato al direttore de l’Immediato, l’associazione: “La testata online foggiana è impegnata nella cronaca da una delle più difficili e pericolose province italiane”

“Sequestrato il cellulare a Francesco Pesante, direttore de l’Immediato, testata online foggiana impegnata nella cronaca da una delle più difficili e pericolose province italiane”. Inizia così il pezzo giornalistico di “Articolo 21, liberi di…”, un’associazione nata il 27 febbraio 2002 che riunisce esponenti del mondo della comunicazione, della cultura e dello spettacolo; giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome). Presidente Paolo Borrometi.

“Eseguito dalla squadra mobile del capoluogo dauno, il sequestro è stato ordinato dal pm Rosa Pensa – si legge nell’articolo firmato da Stefano Lamorgese -, in relazione alle indagini in corso sulla diffusione di un video che ritraeva la scena dell’omicidio di Alessandro Scrocco, detenuto in regime di semilibertà ucciso a colpi di pistola lo scorso 17 maggio mentre rientrava nel carcere foggiano.
Il video, estratto dalle telecamere di sicurezza installate nei pressi del carcere, sarebbe stato oggetto di ricettazione l’accusa, oltre al direttore de l’Immediato che lo ha pubblicato, coinvolge anche due altri foggiani di 32 e 50 anni, accusati di rivelazione e utilizzo di segreti ufficio. Il difensore di Pesante, l’avvocato Michele Vaira, ha inviato una lettera al pm Pensa con la quale chiede la restituzione immediata del cellulare, strumento di lavoro e deposito di informazioni private. L’iniziativa – vi si legge – è gravemente lesiva dei diritti del mio assistito, appartenente a una categoria professionale che può avvalersi del segreto al fine della tutela delle fonti di informazione.
Colpisce la sensibilità collettiva, non solo professionale, che – nella provincia italiana che, secondo i dati del Viminale, si classifica al primo posto per estorsioni e al secondo per omicidi perpetrati e tentati – l’attenzione della magistratura si rivolga all’attività civile dei giornalisti che cercano, a proprio rischio, di offrire una testimonianza civile”.



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