Aghilar alla sbarra, difesa chiede perizia su corpo vittima. In aula un esperto di armi per l’agguato nel bar

Il legale dell’imputato ha avanzato una serie di richieste tra cui la valutazione delle ferite sulla donna uccisa nel 2019

Va avanti e si avvicina al capolinea, il processo a Cristoforo Aghilar, imputato per il femminicidio dell’ex suocera Filomena Bruno, uccisa ad Orta Nova nel 2019. In aula, citato dalla difesa, è stato sentito un esperto in materia di armi, l’avvocato Lannunziata, il quale ha sostenuto che la pistola utilizzata da Aghilar per il tentato omicidio di Filomena Bruno la sera del 26 ottobre 2019 (pochi giorni prima della tragedia) sarebbe stata inutilizzabile in quanto molto vecchia e non funzionante. Ma durante il controesame dell’avvocato Michele Sodrio, legale rappresentante della famiglia della vittima, il teste ha ammesso di non avere mai esaminato la pistola, ma di essersi basato esclusivamente su quanto scritto nella relazione del consulente del pm, l’ispettore Donno della Ps. Inoltre, non ha mai visionato le registrazioni video della scena del bar, dove si vede Aghilar premere 2-3 volte il grilletto e scarrellare la pistola con fuoriuscita di fumo dall’arma.

La Corte ha dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale e l’avvocato Marco Merlicco difensore dell’imputato ha fatto tre richieste di prove nuove: perizia sulla pistola, perizia medico-legale per valutare le ferite sul corpo della vittima e perizia criminologica per comprendere i movimenti di Aghilar prima e dopo il delitto. Per le repliche a queste richieste da parte di Sodrio e del pm, l’udienza è stata rinviata a luglio.



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