La comunicazione imbarazzante di Rotice. Il sindaco di Manfredonia vittima “del Rocco Casalino sipontino”

Bordate dell’opposizione al portavoce Palumbo per i post su Facebook “carichi di astio”. In contrapposizione rispetto alle parole molto più concilianti espresse dal primo cittadino durante gli incontri pubblici

Ma il sindaco di Manfredonia Gianni Rotice è vittima del suo portavoce? Cominciano a chiederselo in tanti in riva al golfo dopo i continui post al vetriolo sulla pagina Facebook del primo cittadino. La campagna elettorale è terminata da un pezzo e Rotice, che dovrebbe ricoprire un ruolo istituzionale e soprattutto conciliante, continua a mandare frecciate agli avversari politici. Ma come molti sanno, la pagina social del sindaco è gestita dal suo portavoce Matteo Palumbo, inserito nel “team di esperti” designato da Rotice dopo la vittoria alle Comunali dello scorso novembre. A Palumbo è stata affidata la comunicazione che è tutta incentrata su Facebook, bypassando lo strumento della mail. Un’anomalia tutta manfredoniana.

Il gruppo di opposizione “Molo 21” guidato dall’ex candidato sindaco Gaetano Prencipe ha sollevato la questione in una nota: “Che i post a firma del sindaco Rotice non siano scritti da lui è noto. Sin dall’inizio della campagna elettorale, a scriverli è il suo portavoce. Ha portato bene e quindi perché cambiare? Il fatto è che con il passare dei mesi il portavoce sembra ormai averci preso gusto, avendo iniziato a parlare in prima persona come se fosse lui stesso Gianni Rotice. Guarda, pensa e parla al suo posto, come se a guardare, a pensare e a parlare fosse Rotice stesso. È arrivato ormai a delineare un Rotice-pensiero, rigorosamente scritto, visto che quando parla il sindaco in carne ed ossa preferisce un linguaggio più immediato e diretto, più semplice ed efficace, per quanto, rispetto all’altro, svincolato da rigide regole sintattiche e grammaticali. L’importante è che entrambi i linguaggi, quelli dei post e quelli a braccio, siano in linea con le grandi aspettative che hanno creato e che continuano a voler alimentare nei sostenitori, sebbene, ormai al sesto mese dopo le elezioni, la luna di miele sia finita e col passare delle settimane cresca la delusione, soprattutto per l’inadeguatezza mostrata da buona parte degli assessori nell’affrontare temi e difficoltà che avrebbero dovuto almeno conoscere”.

Secondo quelli di “Molo 21”, a Manfredonia “le persone sono già stanche di sentirsi dire che la responsabilità della situazione attuale sia degli amministratori precedenti, Commissione compresa. Hanno la necessità di capire cosa questa amministrazione intenda fare e se sia concretamente in condizione di farlo, in che modo e in quanto tempo. A onor del vero, va detto che, rispetto ai post pubblicati su facebook, le parole dette a braccio dal sindaco sono meno cariche di astio nei confronti degli avversari politici e degli amministratori che lo hanno proceduto. È come se il Rocco Casalino sipontino nello scrivere si faccia prendere la mano per eccesso di zelo, assumendo toni più duri e più sprezzanti di quelli che userebbe il Rotice originale, e che probabilmente lui stesso, il portavoce, farebbe normalmente a meno di usare, per quel poco che conosco la sua indole. Tant’è che in più di uno è sorto il dubbio che il portavoce non sia il solo a scriverli, o che a volte lo faccia, non dico sotto dettatura, ma sotto la pressione di chi di rancore e di astio, a differenza sua, ne ha da vendere di suo. Con l’aggravante di poter restare nel completo anonimato”. Ma secondo Prencipe e il suo gruppo, “ovviamente, chi ne fa le spese è il sindaco, che in alcuni casi pare che sputi veleno anche quando potrebbe farne a meno, potendo invece usare toni più concilianti o magari evitare proprio di intervenire a tutti i costi. E sono certo che questo spesso accada anche a sua insaputa, per fatti o questioni sulle quali non avrà avuto nemmeno modo e tempo di riflettere”.

Bordate ai rivali politici anche dopo l’iniziativa del Comitato Politico Popolare a difesa della Salute promosso dai consiglieri di minoranza: “Neanche terminato il sit-in in piazza è partito un post al vetriolo a firma del sindaco contro l’iniziativa, accusata al solito di avercela con lui e con la sua amministrazione. Eppure, mi consta personalmente, nelle stesse due ore del sit-in Rotice era impegnato come relatore in un convegno sul Pnrr a Palazzo Celestini, al quale ho partecipato tra il pubblico perché sinceramente interessato ad ascoltare lui e il rettore della Luiss, e quindi non ha sicuramente avuto modo di vedere né di ascoltare nulla di quello che si è fatto e detto in piazza, dove non si è visto nemmeno il suo portavoce né qualcun altro dell’amministrazione. Evidentemente qualcuno lo vuole così, ostile e coriaceo, pronto sempre a mostrare gli aculei, con un sorriso che però di giorno in giorno appare sempre più nervoso e meno spontaneo. Che dire?! Aspettiamo che se ne renda conto e che cambi registro. Ne avrà tutto da guadagnare”.

Pochi giorni fa, la comunicazione di Rotice ha preso una cantonata che non è passata inosservata al popolo del web. E soprattutto ai consiglieri di minoranza: “Si può passare sopra diversi errori dovuti all’inesperienza di questa amministrazione, ma assolutamente non si può far finta di nulla dinanzi alla gravissima violazione della privacy avvenuta nei confronti di una cittadina di Manfredonia, protagonista di una drammatica situazione personale.

La signora in questione ha raccontato in un’intervista di vivere in auto con i figli dopo essere stata sfrattata e ha chiesto di poter essere aiutata. Le parole della nostra concittadina, anziché indurre l’amministrazione a riflettere sulle problematiche vissute da alcune fasce particolarmente fragili che non possono permettersi nemmeno un tetto, hanno scatenato un’incredibile e paradossale reazione di discolpa. Immediatamente è partito un lungo e nutrito comunicato stampa apparso sulla pagina ufficiale dell’amministrazione e del sindaco, che ha sciorinato tutti gli appuntamenti avuti con i Servizi”. Secondo la minoranza “situazioni così delicate si affrontano con assoluto tatto poiché il dovere di un’amministrazione è in primis di tutelare i più deboli e non di sbeffeggiarli. Ma se siamo qui a spiegarlo, forse il problema non è l’inesperienza nel governare, ma l’evidente incapacità nel gestire la comunicazione ufficiale”. (In alto, Rotice e Palumbo)



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