Tornano i convegni dei penalisti foggiani in presenza nelle aule del tribunale. “Segnale di ritorno alla normalità”

Avvocati e magistrati si confronteranno sui vari aspetti di questa ennesima riforma del processo penale, soprattutto per comprendere se (e come) le nuove norme porteranno a processi più veloci ed a smaltire l’enorme carico pendente

Si terrà questo pomeriggio dalle 16.30 un’importante tavola rotonda organizzata dalla Camera Penale di Capitanata, per discutere con giudici e pubblici ministeri della recente Riforma Cartabia (dal nome della ministra della Giustizia). Si tratta del primo appuntamento in presenza dei penalisti foggiani, dopo oltre due anni di pandemia, e all’interno del tribunale, nell’aula dedicata al compianto giudice Lucia Navazio. Avvocati e magistrati si confronteranno sui vari aspetti di questa ennesima riforma del processo penale, soprattutto per comprendere se (e come) le nuove norme porteranno a processi più veloci ed a smaltire l’enorme carico pendente. Così il presidente della Camera Penale di Capitanata l’avvocato Giulio Treggiari, che si dice soddisfatto del ritorno ai convegni in presenza: “questa iniziativa è importante perchè segna il ritorno alla formazione di noi penalisti, all’interno delle aule del nostro palazzo di giustizia. Devo dare atto al nuovo presidente del tribunale di averci messo a disposizione subito e senza condizioni l’aula Navazio da noi richiesta, che ovviamente vedrà una presenza inferiore al limite massimo, sempre nel rispetto delle regole di prudenza, ma che comunque segna il ritorno ai convegni in presenza. È un altro piccolo grande segnale di ritorno alla normalità, al quale teniamo molto. Il tema che tratteremo, poi, è di particolare interesse per tutti. Cercheremo di analizzare, anche con illustri magistrati del nostro Foro, gli aspetti pratici della riforma Cartabia e le prospettive di effettiva e concreta applicazione delle nuove norme. Riformare il processo penale in senso più garantista ed efficiente è una delle principali condizioni poste dall’Europa per inviarci i fondi del PNRR. Quindi una giustizia penale che funzioni è, oggi più che mai, nell’interesse di tutti i cittadini, non solo degli addetti ai lavori”.



In questo articolo: