Rosario e Pia morti tragicamente nelle acque di Otranto, gli amici sollevano dubbi sui soccorsi. La ricostruzione

I due giovani cerignolani annegarono a Baia dei Turchi a luglio del 2021. I compagni: “Bagnini impreparati. E mancava anche la segnaletica di pericolo di balneazione”

Il ricordo di Rosario e Pia è ancora vivo nella mente dei cerignolani, tanto che l’attuale giunta ha annunciato l’intitolazione di una via ai due ragazzi. La tragedia risale al mese di luglio del 2021 quando Rosario Mancino e Pia Patruno, 29 e 27 anni annegarono nelle acque di Otranto dove si trovavano per trascorrere una vacanza.

Il fidanzato della ragazza ed altri amici che erano con le vittime la mattina di sabato 10 luglio intendono fare chiarezza su quanto accaduto quel giorno. Il gruppo di giovani, tutti di Cerignola, era in vacanza a Baia dei Turchi, a pochi chilometri da Otranto. Il compagno di Pia e i suoi amici hanno fornito alla nostra testata la ricostruzione consegnata alla Capitaneria di porto che solleva molti dubbi sui soccorsi. La riportiamo integralmente.

“Sabato 10 luglio alle ore 09:00 ci siamo ritrovati tutti nella sala colazioni e ci siamo seduti in un unico tavolo di 9 persone fuori alla veranda della sala colazioni. Dopo circa 30/40 minuti siamo saliti sopra ognuno nella propria stanza: 229: Ferraro Giuseppe – Campagna Vito – Mancino Rosario Francesco; 230: Bruno Michele – Maggio Maria Giovanna; 232: Vernile Andrea – Patruno Pia; 234: Acquaro Vincenzo – Pagnotti Ilaria. Siamo scesi tutti quanti insieme alle ore 10:00 – ricordano – recandoci verso il parcheggio per dividerci in 2 gruppi. Gruppo 1 formato da Acquaro Vincenzo, Ferraro Giuseppe, Pagnotti Ilaria e Maggio Maria Giovanna si è recato a fare la spesa per il pranzo, con la macchina, presso il supermercato Dok e il negozio Casa&Mare situati in via Vecchia Alimini 10/12 73028 Otranto (LE). Gruppo 2 formato da Campagna Vito, Mancino Rosario Francesco, Patruno Pia, Bruno Michele e Vernile Andrea hanno preso la navetta alle ore 10.16 per recarsi al Lido convenzionato del Resort Baia dei Turchi (spiaggia privata messa a disposizione dal resort con diritto di un ombrellone per camera)”.

Poi spiegano: “Giunti in spiaggia intorno alle 10:25 circa, tempo di sistemarci (vestiti, crema…), siamo certi che fino alle 10:55 eravamo tutti e 5 sotto gli ombrelloni poiché Vito ha terminato di filmare Andrea con il cellulare di Michele (è possibile intravedere ancora Rosario che era sotto l’ombrellone, e sentire la voce di Pia). Subito dopo il filmato (tra le 10:55/ 11:00), Pia si alza recandosi in mare, seguita immediatamente da Rosario, attraversando i nostri ombrelloni posizionati in terza e quarta fila. Vito e Andrea affermano di aver visto i ragazzi per diversi minuti (5/10) tra una chiacchiera e l’altra ed erano con certezza tra i 2 scalini rialzati, da specificare che il livello del mare a Pia arrivava all’altezza dell’ombelico evidenziato dalla presenza della cicatrice. Il mare si presentava con numerose onde, non alte, sul quale soffiava un vento di Tramontana confermato dalla Guardia Costiera. Alle ore 11:15 Michele chiama la moglie Maria Giovanna chiedendo dove si trovassero”.

“Il gruppo 1 alle 11:24 è giunto in spiaggia, chiedendo dove fossero Rosario e Pia. Da lì a max 5 minuti abbiamo sentito e visto alcune persone giunte dalla spiaggia libera, alla destra del nostro lido, gridando aiuto. Nessuno dei bagnini era presente sulla torretta di avvistamento. Sentendo le urla di aiuto, Vincenzo, Michele, Vito e Giuseppe, hanno seguito i bagnini che correvano (senza equipaggiamento di primo soccorso). Loro 4 si sono fermati dove terminava il tratto sabbioso di spiaggia libera e iniziava il tratto roccioso; da lì hanno notato dei bagnanti praticare un massaggio cardiaco, sul tratto di costa rocciosa a circa 50 metri di distanza. Il gruppo, con difficoltà aggira parzialmente le rocce e raggiunge il luogo via mare. Giunti sul posto era presente solo la ragazza Pia, priva di conoscenza, con le vie aeree visibilmente ostruite (schiuma, acqua); alla quale le veniva praticato un BLS da un equipe di 2 persone, una al massaggio cardiaco ed una si occupava della pervietà delle vie aeree qualificandosi quest’ultima come infermiera, gridando di chiamare il 118 per un arresto cardiaco. In quell’attimo si sono alternati, Vito con l’altra persona nel massaggiare, sempre con la stessa infermiera posta al capo di Pia (la ragazza durante le manovre rianimatorie rigurgitava acqua, ma sempre incosciente e senza polso)”.

“Non sono trascorsi nemmeno cinque minuti, che un gruppo di bagnanti compresi Vincenzo e Michele hanno recuperato Rosario, privo di conoscenza che galleggiava in acqua e lo hanno posizionato accanto a Pia. Michele e Vito hanno cominciato le manovre rianimatorie su Rosario (privo di conoscenza e senza polso, con vie aeree ostruite), con l’aiuto di una donna qualificatasi come infermiera e un ragazzo posizionatosi alla testa di Rosario. Mentre su Pia erano sopraggiunti anche un medico (tra le persone in spiaggia) Ilaria e Maria Giovanna. Dopo circa 10 min che rianimavamo Rosario è stato portato, dai bagnini, un pallone Ambu adulti con maschera pediatrica e un DAE automatico, il tutto applicato a Pia. Nonostante avessero asciugato il corpo di Pia, con un telo da mare, le placche non aderivano completamente alla cute. In tale frangente sono sopraggiunti a piedi 2 militari della guardia costiera. Gli stessi hanno indicato e segnalato con precisione il luogo dove far arrivare i soccorsi via mare. Dopo altri 5 min, durante il BLS su Rosario, abbiamo ricevuto un pallone ambu adulti e maschera facciale adulti, usati per Rosario e una bombola di ossigeno utilizzata per Pia”.

“Abbiamo anche ricevuto uno zaino di primo soccorso contenente garze, ghiaccio, guanti, e siringhe. Contemporaneamente è stato chiesto, da un medico che si era qualificato, ai bagnini se ci fossero le cannule di Guedel nello zaino ma quest’ultimi affermavano che tutto ciò che avevano era li, compreso un solo Dae. Il medico gli ha tolto lo zaino tra le mani per verificarne il contenuto rovesciando il tutto sulla scogliera, trovando le cannule, le quali vennero posizionate immediatamente ai ragazzi. Nel frattempo sono giunti un altro medico e un’infermiera dando il cambio nelle manovre rianimatorie; anche 2 motovedette della guardia costiera che non potevano avvicinarsi alla costa per la conformazione del territorio. Gli stessi hanno richiesto un mezzo idoneo capace di avvicinarsi alla costa. Abbiamo continuato a rianimare Pia e Rosario, quest’ultimo senza Dae, fino all’arrivo dei soccorsi (118) via terra, dopo circa 40 minuti dalla chiamata. Una volta arrivati i soccorsi tutti i bagnanti che si sono occupati della rianimazione, compresi noi del gruppo, ci siamo allontanati da Rosario e Pia permettendo l’intervento degli operatori del 118, fino alle ore 12.30 che hanno dichiarato il decesso di entrambi”.

Infine il gruppo di ragazzi cerignolani evidenzia la “mancanza di personale attento alla supervisione dei bagnanti presenti in mare; personale incapace al primo soccorso (dubbia formazione sulla qualifica dei bagnini); eventuale segnaletica di pericolo di balneazione; un secondo defibrillatore nonostante la presenza di un’altra struttura balneare (lido) sulla costa: Tempestività dei soccorsi del personale balneare”.



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