Desolazione all’Ultima Spiaggia di Siponto, i proprietari affranti: “È in atto una guerra agli imprenditori locali”

Sul luogo dell’incendio regna lo sconforto, ma anche la voglia di ripartire: “Non ci arrendiamo e riapriremo”. Attacchi alle istituzioni: “Praticamente assenti. Una pacca sulla spalla non farebbe male”

Piangono osservando i resti del lido ancora in fiamme. I gestori dell’Ultima Spiaggia di Siponto, uno degli stabilimenti più in del Gargano, non si danno pace all’indomani dell’incendio che ha praticamente distrutto tutto lo spazio adibito a bar e ristorante. Siamo tornati sul luogo per ascoltare Dario Melillo, uno dei proprietari del lido. “Sono due giorni che riflettiamo su un atto che sicuramente è doloso. Sono in corso indagini da parte di carabinieri e polizia che devo ringraziare per il loro pronto intervento”.

Se lo aspettava, aveva ricevuto minacce? “Assolutamente no, non me lo aspettavo. Mi aspettavo come tutti gli anni i soliti dispetti, qualche piccolo furto ma non certo questo tipo di danno. Ci hanno distrutto tutto. Questa è una guerra continua nei confronti di persone che vogliono solo lavorare onestamente. Oggi è toccato a noi, ma il messaggio credo riguardi tutta l’imprenditoria locale”. L’incendio di Siponto è solo l’ultimo di una lunga serie in tutta la Capitanata.

“Ripeto, è in atto una guerra nei confronti degli imprenditori di questo territorio martoriato, e gli interventi non possono essere solo di facciata. Siponto è praticamente abbandonata a se stessa. È ridicolo che non si pensi ad un presidio di polizia fisso. Si fanno sequestri di case abusive, ne sequestrano una e il giorno dopo ne fanno costruire dieci. Di che parliamo. Manca una presenza fisica e non è colpa delle forze dell’ordine, riguarda qualcuno che è più in alto e che non si degna nemmeno di farsi sentire. Alludo ovviamente alle istituzioni locali, praticamente assenti da ieri mattina”. I danni? “Notevoli”. Ricostruirà il lido? “Certo, ricostruirò. L’Ultima Spiaggia non si arrende, riapriremo”.

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