Tangenti a Lerario, indagine su appalti affidati senza gara: spunta ristrutturazione Palazzo Dogana

Tutto parte da una intercettazione del foggiano Leccese, durante una conversazione telefonica con il figlio il 26 ottobre scorso

“Affidava gli appalti prima ancora di esperire le dovute formalità”. Mario Lerario (in carcere da un mese), l’ex dirigente della Protezione civile regionale pugliese al centro di un’inchiesta che rischia di allargarsi a dismisura. Come riportato da Repubblica, le Fiamme gialle hanno consegnato alcune informative alla Procura, dalle quali emergerebbe l'”accordo” con gli imprenditori Luca Leccese Donato Mottola (ai domiciliari), già assegnatari di appalti per la realizzazione dei container a Borgo Mezzanone, per la realizzazione di alcuni interventi per centinaia di  migliaia di euro.

Gli inquirenti stanno scandagliando diversi affidamenti, assegnati anche ad altri imprenditori. Le verifiche, a ritroso, arriverebbero sino al 2018. I riflettori sarebbero stati puntati anche su un appalto per Palazzo Dogana. Tutto parte da una intercettazione del foggiano Leccese, durante una conversazione telefonica con il figlio il 26 ottobre scorso:  “Ho avuto due belle notizie, dovrò fare un’altra cosa bella ma non mi far parlare per telefono”.

Poche ore prima, secondo quanto ricostruito dall’edizione regionale del quotidiano, un suo collaboratore aveva ricevuto la telefonata di Antonio Mercurio (indagato nell’inchiesta sull’Ospedale Covid alla Fiera del Levante), ingegnere della Regione, il quale annunciava: “Il dottore mi ha detto di fare subito”. Il riferimento – secondo gli investigatori – era alla ristrutturazione del Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia, dove il 22 settembre Lerario e Leccese avevano effettuato un sopralluogo.

“All’epoca – scrive Repubblica – l’imprenditore aveva fatto partecipare il suo collaboratore, che aveva preso misure e appunti. Un mese dopo – senza che fosse stata espletata alcuna gara o ricognizione e, soprattutto, senza che la ditta di Leccese avesse partecipato ad alcunché – dalla Regione era arrivata una telefonata che annunciava che i lavori avrebbero dovuto essere effettuati subito. A dimostrazione del fatto che nessuna procedura era stata avviata, per gli inquirenti, c’era la sorpresa del collaboratore del costruttore: ‘Mi ha detto di fare subito, ma io ho detto fatemi avere il computo metrico, le quantità, i progetti, così che computo vi devo fare?’. Il costruttore, invece, essendo consapevole delle promesse che erano arrivate da Lerario, sorpresa non ne aveva manifestata affatto”.

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