“Infondate le istanze della Procura”, il Riesame conferma lo stato di libertà dell’ex sindaco di Foggia Landella

I magistrati avevano presentato un appello cautelare contro la decisione di porre ai domiciliari il politico leghista. Si chiedeva l’arresto bis per il presunto giro di tangenti in Comune

Il Tribunale del Riesame di Bari ha depositato stamane l’ordinanza con la quale ha rigettato gli appelli della Procura della Repubblica di Foggia contro l’ex sindaco del capoluogo dauno Franco Landella. Il Tribunale, accogliendo la tesi difensiva dei legali di Landella – avvocato Roberto Eustachio Sisto e Michele Curtotti – ha ritenuto infondate le istanze della Procura, confermando lo stato di libertà dell’ex sindaco.

I magistrati avevano presentato un appello cautelare contro la decisione di porre ai domiciliari il politico leghista e chiedendo l’arresto bis. Landella finì ai domiciliari il 21 maggio scorso per corruzione e tentata concussione e rimesso in libertà, con interdittiva, dieci giorni dopo. L’accusa aveva impugnato sia la prima ordinanza che negava il carcere, sia quella della reimmissione in libertà. Istanze respinte. Landella ed altri ex amministratori locali sono coinvolti in un presunto giro di tangenti al Comune di Foggia.

Le motivazioni

Secondo i giudici del Riesame, “l’insediamento della commissione rende di fatto impossibile la reiterazione dei reati”. Inoltre, sarebbe impossibile, già da oggi, pensare che si possano in qualche modo condizionare future competizioni elettorali sostenendo “altri esponenti politici che potranno costituire i loro terminali all’interno della futura compagine municipale”. Per i giudici una “mera congettura, priva del carattere di attualità. L’organo consiliare è stato appena sciolto e i comizi elettorali sono ben lungi dall’essere indetti”.

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