Incompatibilità Rotice, il sindaco al contrattacco: nel mirino il suo ex avvocato Prencipe. L’opposizione: “Imbarazzante”

“Attivate già da tempo le attività per rimuovere ogni situazione conflittuale, come previsto per legge. La smettano con questo perenne clima di sospetto e di terrorismo mediatico”

“A Manfredonia effettivamente ci sono incompatibilità e conflitti d’interesse; ma non è quella tecnica mia da sindaco della città, bensì quella etica e morale dell’avvocato Gaetano Prencipe, lautamente mio legale per oltre vent’anni che continua (come fatto in campagna elettorale), in barba a qualunque norma deontologica, ad utilizzare atti amministrativi e situazioni personali di sua conoscenza professionale per condurre un’azione politica denigratoria in totale mancanza di argomenti di cui discutere per il futuro della città”. Così il sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice dopo la nota della minoranza che parlava di incompatibilità del primo cittadino a ricoprire l’incarico a Palazzo di Città.
“Anche stavolta, così come in campagna elettorale, ha fatto l’ennesima magra figura – dice ancora Rotice -. In quel dettagliato elenco divulgato trionfalmente urbi et orbi, non sussiste alcuna situazione di incompatibilità o conflitto d’interesse, poiché, carte alla mano (che non sono nelle disponibilità dell’avvocato Prencipe a cui ho revocato tutti i mandati fiduciari) sono state attivate già da tempo le attività per rimuovere ogni situazione conflittuale, come previsto per legge. Pensano davvero di fare così opposizione? Devono smetterla con questo perenne clima di sospetto e di terrorismo mediatico per distogliere i cittadini – finalmente liberi da decenni di loro mala gestio – dalla soddisfazione di avere un’amministrazione operativa e competente che, a meno di un mese dal suo insediamento, ha ridato con i fatti vitalità e decoro a Manfredonia. Mi riservo di attivare ogni azione presso ogni Istituzione od organismo perché siano valutati gli atti depositati sotto ogni profilo legale e deontologico”.

Ma l’opposizione rincara la dose: “È imbarazzante la risposta fornita dal sindaco della città all’esposto formulato dai Consiglieri di Minoranza. Attaccare l’avvocato Gaetano Prencipe additandolo come l’artefice ‘immorale’ di una nota documentata che evidenzia senza ombra di dubbio, gravi responsabilità da parte del sindaco Rotice – dichiarano i consiglieri di minoranza – è solo un modo per tentare di distrarre l’opinione pubblica di fronte ad un atto di illegalità ed illegittimità per il quale è stato interessato anche il prefetto di Foggia. Quanto è richiamato nell’esposto è facilmente reperibile con una semplice ricerca nominativa nell’Albo Pretorio online del Comune di Manfredonia, di libero accesso ad ogni cittadino come, parimenti, le visure catastali delle società di capitali. Nessuna violazione del diritto privato dunque, né da parte del consigliere Prencipe, né di ciascuno di noi, cofirmatari del documento. Le evidenti incompatibilità del sindaco, invece, non si risolvono con la cessione di quote societarie bensì con la rescissione dei contratti in essere. Esprimiamo la nostra vicinanza al consigliere Prencipe, reo semmai di aver messo a disposizione la propria casella di posta certificata per notificare l’esposto ma certamente non colpevole di alcuna viltà né morale, né professionale. Al contrario, ci attendiamo, da cittadini prima e da referenti istituzionali, poi, di ricevere una risposta degna del ruolo che il sindaco della città riveste, nel rispetto della fascia che indossa e del giuramento che solo lo scorso 21 dicembre ha prestato, di osservare lealmente la Costituzione Italiana”. La nota della minoranza è firmata dai consiglieri Massimo Ciuffreda, Michele Iacoviello, Raffaele Fatone, Giulia Fresca, Francesco Schiavone, Gianluca Totaro, Maria Teresa Valente e Mariarita Valentino. (In alto, Rotice e Prencipe – foto Saverio De Nittis)



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