Vendevano falsi Green pass, sequestrati 32 canali Telegram. Beccato anche 17enne di Foggia

I certificati dovevano essere pagati in criptovaluta o buoni acquisto di piattaforme per lo shopping on-line, ad un prezzo compreso tra i 150 ed i 500 euro.

“Ciao, con i dati che ci fornisci una dottoressa nostra collaboratrice compila un certificato vaccinale: così risulti realmente vaccinato per lo Stato, e avrai un falso green pass“. Era questa l’esca per attrarre le vittime della truffa messa a punto attraverso 32 canali Telegram, dove venivano venduti i “certificati”. L’operazione della polizia postale ha consentito di individuare i canali di vendita e di identificarne gli amministratori, 4 (due dei quali minorenni, un 16enne e un 17enne a Milano e Foggia), denunciati per truffa e falso.

L’articolata attività di indagine, sotto il coordinamento delle procure della Repubblica presso i tribunali di Roma, Milano e dei minorenni di Bari,  è stata condotta con complesse analisi tecniche e finanziarie della block chain, la tecnologia alla base delle criptovalute.
Migliaia gli utenti iscritti ai canali su note piattaforme di comunicazione dove veniva proposta, con garanzia assoluta di anonimato, la vendita dei green pass falsi, da pagare in criptovaluta o buoni acquisto di piattaforme per lo shopping on-line, ad un prezzo compreso tra i 150 ed i 500 euro.
Ovviamente chi si e’ dotato delle certificazioni verdi taroccate, facilmente individuabili, non solo non potra’ utilizzarli ma si e’ esposto ad un rischio molto grave, mettendo a disposizione dati personali che sul dark web potrebbero essere impiegati per reati anche molto gravi. (M.P.)



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