Landella intascava mazzette a Ferragosto, poi la moglie “spartiva”. Sindaco chiese mezzo milione per l’appalto dell’illuminazione

Dalla corruzione alla tentata concussione, sono pesantissime le accuse per il primo cittadino dimissionario. L’inchiesta potrebbe allargarsi e tirare in ballo altri politici locali. Il video della conferenza stampa

Potrebbe allargarsi la maxi inchiesta che stamattina è culminata nell’arresto del sindaco dimissionario di Foggia, Franco Landella, finito ai domiciliari. La Polizia di Stato, coordinata e diretta dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione ad una ordinanza applicativa degli arresti domiciliari emessa dal gip presso il Tribunale di Foggia a carico del primo cittadino, dei consiglieri comunali Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo, del locale imprenditore Paolo Tonti, nonché applicativa della misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio nei confronti di Daniela Di Donna, dipendente comunale e moglie del precitato Sindaco.

Intanto, è già spuntata una tentata concussione, una richiesta di 500mila euro, poi scesa a 300mila euro, rivolta dal sindaco Landella a Luca Azzariti dell’azienda “GIone spa” interessata a subentrare nei lavori sugli impianti di pubblica illuminazione. “Da anni si attende questo appalto – ha detto il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro -, addirittura dal 2016. Un appalto da 53 milioni di euro. Azzariti, parte offesa, ha fornito importanti informazioni in merito a questa vicenda. Ma c’è anche un’intercettazione nella quale Landella afferma che avrebbe mandato tutto all’aria ‘utilizzando un’espressione colorita’. Ci sono, infine, le dichiarazioni di Iaccarino a supportare la tesi accusatoria e quelle di Pinotti, il manager della precedente società titolare del progetto che doveva ottenere l’appalto”. Tutto poi condito da intercettazioni telefoniche e ambientali.

“Le indagini compiute dalla squadra mobile, dalla Digos di Foggia e dal Servizio Centrale Operativo – riporta una nota stampa della Questura – hanno consentito di evidenziare come Landella, abusando della sua carica, si sia recato presso l’abitazione di un locale imprenditore interessato all’aggiudicazione dell’appalto avente ad oggetto il project financing per i lavori di riqualificazione ed adeguamento degli impianti di pubblica illuminazione nel Comune di Foggia, prospettando in maniera veemente di ‘poter mandare tutto all’aria’ e successivamente richiedendo all’imprenditore di consegnargli una somma di danaro quantificata dapprima in 500.000 euro e poi in 300.000 euro“.

Per la corruzione sono invece coinvolte tutte e cinque le persone immischiate nel blitz di oggi. Si tratta di una tangente per ottenere la proroga di una convenzione urbanistica dell’imprenditore Tonti che progettava un mega complesso edilizio nei pressi dell’ospedale. Per questa vicenda ci sono ancora le dichiarazioni di Iaccarino più altre conversazioni intercettate durante le quali il politico parlava della vicenda con altri esponenti del Comune. Il giorno di Ferragosto del 2020 si tenne un incontro tra Landella e Tonti con la distribuzione della tangente da parte dell’imprenditore nelle mani del sindaco. Proprio in quelle ore divenne esecutiva la delibera di proroga.

“Dall’attività investigativa – spiega infine la nota degli inquirenti – è emerso che il sindaco Landella ricevette dall’imprenditore locale Paolo Tonti la cifra di almeno 32.000 euro per il voto favorevole alla deliberazione per la proroga del programma di riqualificazione urbana cui era interessata la Tonti Raffaele Coer srl. Dalle indagini è inoltre emerso che parte della somma corrisposta è stata poi consegnata dalla moglie del sindaco agli altri consiglieri comunali indagati“.

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