Iaccarino non ha ancora consegnato le dimissioni e brama di andare allo scontro. “La Pec non basta”, Landella pronto a convocare una riunione urgente

Fonti vicine al primo cittadino si augurano ardentemente che il foglio firmato arrivi insieme al vigile del fuoco negli uffici del Palazzo. “La città ha già pagato troppo la sua leggerezza”

Il caso Iaccarino, pur dopo il clamore nazionale per le pistolettate e un post dedicato da Andrea Scanzi, si complica per il centrodestra foggiano.
Secondo alcuni rumors il presidente del Consiglio intenderebbe andare allo scontro. È sfiorato dall’idea di non dimettersi e di perseguire le strada della violazione della sua privacy accusando chi, diffondendo il video all’esterno e moltiplicandolo, ne ha dato una dimensione pubblica, finita poi sui maggiori network giornalistici.
Le dimissioni sono state trasmesse solo via Pec. Ma secondo il testo unico, il presidente del Consiglio per dimettersi deve consegnare con firma autografa e fisicamente le sue dimissioni nelle mani del segretario generale. E protocollarle.

Oggi Leo Iaccarino ha incontrato fisicamente il sindaco Franco Landella in aula consiliare e gli è stata comunicata dal segretario la procedura, che non ammette deroghe. Ma le dimissioni non sono ancora arrivate alle 20 di questa sera. Si attende la giornata di domani. Fonti vicine al primo cittadino si augurano ardentemente che il foglio firmato arrivi insieme al vigile del fuoco negli uffici del Palazzo. “La città ha già pagato troppo la sua leggerezza”, dice qualcuno.
Ma se non dovessero arrivare, il sindaco ha già convocato una riunione Zoom con tutti i consiglieri comunali per consultarli e decidere di sfiduciarlo con i numeri necessari.
Nei mesi scorsi ci fu un accordo tra il sindaco e Iaccarino a sorpresa che salvò la poltrona, stavolta il ruolo di tutti gli eletti potrebbe essere cruciale.



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