Vito e Filomena: 90 anni lui e 89 anni lei, hanno sconfitto il Covid insieme. A Foggia una storia di speranza

I due coniugi hanno scoperto di aver contratto il Coronavirus lo scorso 2 novembre e da positivi si sono subito isolati. La loro battaglia è diventata quella di tutta la famiglia e la battaglia collettiva pubblica dell’Usca a loro dedicata

90 anni lui e 89 lei. Una vita insieme, 67 lunghi e felici anni di matrimonio, coronati dalla nascita e la crescita di 4 figli. Nel 2020 Vito, ex dipendente del Consorzio per la Bonifica della Capitanata e Filomena attualmente non deambulante e costretta da qualche tempo alla carrozzina, hanno superato insieme un’altra prova. I due anziani foggiani, di cui ha raccontato in un trafiletto nei giorni scorsi Repubblica nazionale, grazie al contatto di una loro figlia residente a Milano con la redazione meneghina, sono la dimostrazione che anche ad età avanzata si può sconfiggere il Covid.

I due coniugi hanno scoperto di aver contratto il Coronavirus lo scorso 2 novembre e da positivi si sono subito isolati. La loro battaglia è diventata quella di tutta la famiglia e la battaglia collettiva pubblica dell’Usca a loro dedicata. I medici ogni giorno si recavano bardati in casa della coppia. Vito ha attraversato momenti difficili, il virus si è insinuato pericolosamente nel suo corpo, ma non si è perso d’animo, ha continuato ad assistere sua moglie, seguendo scrupolosamente i dettami sanitari dei giovani medici. Spesso le dottoresse, scrive Repubblica, lo hanno trovato con bombola d’ossigeno e aspirapolvere: rifiutava il cibo pronto, voleva cucinare lui per la sua Filomena, che pur immobile, ha assecondato la malattia col riposo. Al primo tampone di controllo del 16 novembre lei è risultata negativa, lui lo è diventato solo il 3 dicembre scorso.

A l’Immediato ha raccontato la loro storia anche il nipote Francesco. “Mio zio è molto vigile, è un vulcano, al Consorzio lavorava in ambito tecnico e sa come utilizzare la bombola d’ossigeno, ha saputo curare alla perfezione sua moglie. Sono guariti insieme grazie alla loro forza e a quella dell’Usca. I medici non hanno mai fatto mancare la loro presenza”.