11 novembre 1999, Foggia non dimentica. “La memoria può e deve ricordarci che tragedie come queste non devono più accadere”

È il messaggio di ricordo del coordinamento di Parcocittà a 21 anni dalla strage

“Avremmo voluto organizzare anche quest’anno, come successo in precedenza, un evento per commemorare le vittime di viale Giotto ma la situazione che stiamo vivendo con questa terribile pandemia purtroppo ce lo impedisce. Siamo sicuri, però, che il nostro pensiero sincero e commosso arriverà direttamente alle famiglie di quei 67 angeli che ci lasciarono 21 anni fa”.

È il messaggio di ricordo del coordinamento di Parcocittà per la strage di viale Giotto a Foggia, che l’11 novembre 1999 si portò via 67 persone dopo il tragico crollo dello stabile di 26 appartamenti costruito appena 30 anni prima. In quella tragica notte, appena 19 secondi bastarono a spezzare il sonno e i sogni di uomini, donne, anziani e bambini. Si registrarono 67 vittime. L’urlo di dolore fu tale che portò l’intera città a rimboccarsi le maniche. Ma la ferita è ancora oggi più che mai aperta.

In questi anni significativo è stato l’impegno che Parcocittà, che si trova a poche decine di metri dal luogo della tragedia, ha voluto manifestare in ricordo delle vittime del crollo. Lo scorso anno, assieme all’Aps “Gocce di Pensiero”, fu organizzato “Cuore di Foggia”, con laboratori che coinvolsero gli alunni della scuola “Livio Tempesta” – Circolo di San Ciro, oltre a letture, testimonianze, e collettiva d’arte.

L’anno precedente, nel 2018, emozionante fu la presentazione del libro “A metà del sonno” di Emiliana Erriquez, con una esposizione documentario-fotografica a cura di Franco Cautillo, e testimonianza del cronista Ciro Dattoli. “Siamo un Centro Polivalente ma siamo innanzitutto foggiani – concludono dal coordinamento di Parcocittà – la memoria può e deve ricordarci che tragedie come queste non devono più accadere”. 



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