Rimpasto di Giunta a Foggia, il difficile puzzle di Landella: scintille sulle partecipate e consiglieri sovradimensionati

Viene studiato un possibile sgambetto nei confronti del presidente della Commissione Ambiente e Territorio, l’ingegnere Giovanni Quarato. La vendetta potrebbe arrivare da Longo in maniera molto sottile

È rinviato a domani l’incontro Zoom tra il sindaco di Foggia Franco Landella e i partiti di maggioranza per il rimpasto di Giunta, reso ancora più necessario dalla grave situazione pandemica cittadina.

Il primo cittadino, sul modello emilianista, ha cercato fino alla fine un accordo con i due eletti pentastellati, chiedendo loro di nominare un assessore che poi Landella avrebbe fatto passare come suo, ottenendo in aula un appoggio esterno. Ma sia Giovanni Quarato sia Giuseppe Fatigato, dopo essersi consultati con i vari portavoce del MoVimento, hanno ritenuto il passo troppo azzardato. La base non avrebbe capito.

Da parte dei meloniani, che hanno già incassato la pesante casella del CdA Amiu con Oronzo Orlando in tandem con l’assessore all’Ambiente Matteo De Martino, le richieste non sono mutate, ma sembra ormai difficile il ritorno di Claudio Amorese in Giunta. Il sindaco, in vista delle Elezioni Politiche, vuole trattenere per sé i Lavori Pubblici, anzi vorrebbe anche promuovere il fedelissimo Francesco Morese, da semplice delegato al ramo ad assessore, in modo così da far scattare in aula nella lista DestinAzione Comune con la surroga un uomo che si era speso moltissimo al ballottaggio, ossia Antonio Annecchino.

Resta appeso l’equilibrio con i due eletti ed ex leghisti del gruppo misto, Alfonso Fiore e Max Di Fonso. Finora non hanno ricevuto nessuna telefonata. Dopo la smentita di Amato Negro, i due sono tornati ad essere molto battaglieri. Non si riconoscono ormai da tempo nell’assessorato assegnato a Di Fonso nella persona di Cinzia Carella.

La contesa per molti ora si è spostata sui CdA delle partecipate. Potrebbe presto saltare la consigliera Ataf Serena Salvatore in quota al suocero Tonino Capotosto, che ha ancora la pettorina Udc e in teoria esprime anche come partito la presidenza di Am Service con Francesco D’Innocenzio e la consigliera Anna Maria De Martino, anche se la commercialista fu indicata direttamente dal sindaco.

Chi starebbe suscitando il malumore dei consiglieri è Dario Iacovangelo, sovradimensionato secondo i più e che esprime sia la neo consigliera Amiu Rita Cavallo sia il consigliere di Amgas Michele Lioia. Non mancano forti frizioni da parte dei due leghisti eletti nella Lega Salvatore De Martino e Concetta Soragnese. La Lega è totalmente assente dalle partecipate, per via del diverbio per la mancata elezione di Di Fonso alla presidenza del Consiglio. Anche Pasquale Rignanese, delegato alla Pubblica Illuminazione, si sentirebbe stretto nel suo ruolo, fin troppo oneroso e poco appagante con la cittadinanza. In Amgas la presidenza di Pierluca Fontana è landelliana, mentre la riconfermata funzionaria del Policlinico Mariolina Santovito è in quota a Lucio Ventura.

Insomma Landella deve costruire un bel puzzle. “Può sempre rivolgersi ai pentastellati o a Scapato e Cusmai, che gli tendono la mano, se non vuole rappresentare le nostre esigenze. Il nostro voto vale quanto il suo”, dicono dei ribelli.

Intanto viene studiato un possibile sgambetto nei confronti del presidente della Commissione Ambiente e Territorio, l’ingegnere Giovanni Quarato. La vendetta potrebbe arrivare da Longo in maniera molto sottile sfiduciando il professionista, che a differenza di Fatigato non si era dimesso dopo l’arrivo in Lega di Landella, in favore di Ciccio D’Emilio, ex assessore all’Urbanistica.

In quella commissione insieme al presidente siedono appunto D’Emilio, Longo, Alfonso Fiore, Francesco Morese, Concetta Soragnese e Pippo Cavaliere. Il 5 a 2 o 4 a 3 non è difficile da ottenere.