I messaggi vocali da brividi di Aghilar e la barba prima del femminicidio. Chiuse le indagini sul killer di Orta Nova

Nelle carte della Procura di Foggia, tutta la brutalità dell’uomo accusato anche di stalking in danno di tutta la famiglia della vittima

La Procura di Foggia, pm Rosa Pensa, ha notificato all’indagato Cristoforo Aghilar (attualmente detenuto a Lecce, difeso dall’avvocato Marco Merlicco) e alle persone offese (tutte difese dall’avvocato Michele Sodrio) l’avviso di conclusione delle indagini per il femminicidio di Filomena Bruno, casalinga 53enne di Orta Nova, uccisa la sera del 28 ottobre 2019. Ad Aghilar, assunto alle cronache nazionali per essere stato latitante quasi cinque mesi dopo la rocambolesca fuga dal carcere di Foggia il 9 marzo scorso, vengono contestati diversi reati, tra i quali certamente i più gravi sono l’omicidio pluriaggravato e lo stalking in danno di tutta la famiglia della vittima (compresi i due figli Miriana e Nicola).

Leggendo l’avviso notificato dalla Procura, si nota che addirittura Aghilar ebbe modo di radersi la barba in casa della vittima, dopo essersi appostato in attesa che la Bruno vi facesse ritorno. Una circostanza che confermerebbe la premeditazione e che, insieme all’altra aggravante contestata cioè l’avere commesso il femminicidio durante la latitanza (Aghilar era fuggito dagli arresti domiciliari per una precedente rapina in provincia di L’Aquila), porterebbero all’ergastolo. Ricordiamo che il killer è reo confesso dell’omicidio, anche se nega la premeditazione.

Nelle carte emerge tutta la brutalità di Aghilar che costrinse la figlia della vittima a seguirlo in Germania. La ragazza accettò pur di evitare ritorsioni verso la propria famiglia. Ma fu tutto inutile; in seguito, il killer le inviò un messaggio vocale alquanto minaccioso: “Siete tutti morti, io vi… io ti uccido. Ora ti faccio vedere io che gli combino a tua madre e a tuo fratello. Tu ti stai prendendo gioco di me!”

Questo il commento al difensore dei parenti della vittima, Michele Sodrio: “Leggo anch’io dal capo d’imputazione che Aghilar si era fatto la barba in casa della vittima, quindi i peli residui, che noi avevamo fatto rilevare ai carabinieri durante il sopralluogo, sono risultati effettivamente appartenenti all’omicida, il che rafforza ancora di più l’ipotesi della premeditazione. Altro elemento per noi importante è che viene contestato lo stalking, che risulta commesso a partire dalla fine di settembre 2019, cioè da quando sono iniziate le pesantissime minacce di morte da parte di Aghilar a tutta la famiglia della signora Bruno, compresi i figli Miriana e Nicola. Credo solo che vada aggiunta la contestazione dell’ulteriore aggravante di avere assassinato una delle vittime dello stalking, appunto la signora Bruno, perché anche questa aggravante prevede la pena dell’ergastolo, l’unica pena a nostro parere proporzionata per quello che ha commesso Aghilar. Continueremo a batterci per questo all’udienza preliminare e al dibattimento, dato che ora non è più possibile chiedere l’abbreviato per questo tipo di reati”.



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