Alberona e Castelluccio Valmaggiore in rosa, con il Cesevoca per la campagna della LILT. Monumenti colorati e banchetti informativi

Il presidente del Centro Studi, Pasquale Marchese: “Prevenzione e sensibilizzazioni fondamentali. Le amministrazioni comunali hanno accolto con entusiasmo il nostro invito ad aderire”

Alberona e Castelluccio Valmaggiore si sono illuminati di rosa. I due comuni dei Monti Dauni hanno accolto con favore la proposta del Ce.S.eVo.Ca., il Centro Studi e Volontariato di Capitanata, ad aderire alla campagna LILT di sensibilizzazione sui tumori al seno, denominata “Nastro Rosa”. 

L’amministrazione comunale guidata da Leonardo De Matthaeis, con il supporto del vicesindaco Giovanni Codirenzi e dell’assessore alle Politiche Sociali Antonio Ricciardi, ha scelto di illuminare il Monumento ai caduti e la torre per testimoniare come il tumore al seno possa essere affrontato e sconfitto attraverso una costante opera di informazione e sensibilizzazione. 

A Castelluccio Valmaggiore, il primo cittadino Rocco Grilli, il vicesindaco Michele Giannetta e l’assessore alle Politiche Sociali Angelo Pompa, su input del Centro Studi, hanno scelto di illuminare la sede dell’associazione, la fontana, la torre bizantina e l’arco di Porta di Pozzo.

“La campagna quest’anno – spiega il Presidente del Ce.S.eVo.Ca., Pasquale Marchese – è dedicata principalmente alle giovani donne che hanno necessità di essere informate e coinvolte nei corretti stili di vita e nella diagnosi precoce. Ad Alberona è stato allestito un banchetto in piazza, per distribuire materiale informativo; da noi, a Castelluccio Valmaggiore, è possibile ricevere informazioni e opuscoli presso la sede del Centro Studi, presidiata dai soci e dai giovani in servizio civile, sempre nel rispetto delle norme anticovid. L’incidenza del tumore al seno è, purtroppo, in costante crescita: in Italia ogni anno si ammalano oltre 40mila donne. La prevenzione è fondamentale”.

L’incremento dei casi è dovuto all’allungamento dell’età media della popolazione femminile e all’aumento dei fattori di rischio. Sta cambiando anche l’età in cui la malattia si manifesta: il 30% circa prima dei 50 anni, fuori quindi dall’età prevista dai programmi di screening mammografico. “Un ulteriore motivo per sensibilizzare tutte le donne alla cultura della prevenzione e renderle sempre più protagoniste della tutela della propria salute”.

“I nostri giovani volontari in servizio civile – conclude Pasquale Marchese – stanno continuando a promuovere l’attività di sensibilizzazione in sede e, al contempo, garantiscono il servizio di supporto alle fasce fragili della popolazione, incrementata alcuni mesi fa con l’inizio della pandemia, e mai arrestata”.





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