Indicati gli assessori a Sanità e Agricoltura, ora Emiliano deve completare la squadra. Mentre è valzer di poltrone nel sottogoverno di Capitanata

Sono in scadenza molti incarichi che erano stati occupati, nella scorsa legislatura, dai fedelissimi di Leo Di Gioia. Da Sanitaservice ad Arca Bari. In Giunta, invece, certa la conferma di Piemontese

Con le prime due caselle amministrative, la Sanità affidata all’epidemiologo eletto a furor di popolo a Bari Pier Luigi Lopalco e le Politiche agricole al dem Donato Pentassuglia, restano ancora molte incognite nella Giunta regionale e nel sottogoverno da spoil system del governatore Michele Emiliano.

Tramonta l’idea di un assessorato alla ex parlamentare foggiana Colomba Mongiello. Con la esclusione di ben tre liste civiche dall’assegnazione dei seggi, Italia in Comune, Senso Civico e Puglia Solidale e Verde, era assai improbabile che il ruolo da esterna andasse ad un’altra dem. Molti vedrebbero bene Mongiello in una delle tante postazioni di sottogoverno. Dall’Arif ai Consorzi, dove sedeva Ninni Borzillo.

Si cercano intanto due donne esterne per dare rappresentanza alle due liste escluse: una pizzarottiana e una vendoliana, benché nella lista di sinistra potrebbe essere nominato anche il segretario regionale Nico Bavaro, campione di preferenze insieme al dottore molfettese Felice Spaccavento, che resta nella task force Covid.

Certa la riconferma di mister preferenze Raffaele Piemontese, secondo più suffragato in Puglia, così come quella di Loredana Capone e Gianni Stea. Va verso l’assessorato anche la lady preferenze barese Anita Maurodinoia.

Che ne sarà invece dei tanti non eletti per un soffio in Capitanata come Rosario Cusmai, Gino Giorgione, Francesco Sderlenga e Giulio Scapato?

Sono in scadenza molti incarichi che erano stati nella scorsa legislatura occupati dai fedelissimi di Leo Di Gioia. Sanitaservice col prof di Statistica Massimo Russo, Arca Bari col commercialista Pino Zichella, il Consorzio per la Bonifica della Capitanata con il dimissionario presidente Coldiretti Giuseppe De Filippo, il Consorzio per la Bonifica Montana del Gargano con Giovan Battista Terrenzio. E con questi anche tanti Gal, dal Meridaunia al Gal Dauniarurale.

Con l’elezione a sindaco nei Monti Dauni ad Accadia dell’ex poliziotto Agostino De Paolis non è escluso che anche all’Asi possano cambiare alcuni assetti.

All’Arca Capitanata in gennaio 2021 sarà riconfermato l’avvocato tarantino Denny Pascarella, che a l’Immediato fa sapere che vuole “concludere il lavoro portato avanti sin qui” e non intende trasferirsi nella istituzione omologa barese.

Potrebbe essere proprio il sindacalista sanitario Giorgione a sostituire Russo in Sanitaservice? “È prematuro parlare di nomine – dicono dal suo staff Uil -; ci sono state due anomalie nell’attribuzione dei seggi. Alla maggioranza in tutta la Puglia sono stati assegnati solo 27 seggi anziché i 29 previsti. La seconda anomalia è che la legge elettorale regionale prevede l’assegnazione di seggi alle forze politiche che abbiano raggiunto la soglia di sbarramento del 4%. Senso Civico è vicina al 5% ma non ha preso alcun seggio in tutta la Puglia. Su questi due elementi incentreranno il ricorso. Il tatarellum è un sistema elettorale pensato per accontentare tutti e dare voce anche ai raggruppamenti più piccoli. È bizzarro che proprio questi ultimi siano rimasti senza rappresentanza. È anomalo che al Pd di Capitanata con il 17% siano stati assegnati 3 seggi. Non era mai successo prima con una percentuale così bassa”. In realtà Giorgione qualora eletto col ricorso, toglierebbe un posto in consiglio all’ex membro della segreteria politica di Emiliano, il piddino Domenico De Santis.

Stanno contando le carte anche i pizzarottiani, il 4% è vicino. Di una cosa però è certo Cusmai: “Non sarò io a succedere a Massimo Russo”, dice alla nostra testata web. Preferisce il silenzio invece quando gli si adombra la possibilità della presidenza del consorzio Asi.

Il Covid ha rallentato anche i tempi di nomina dei vari referenti delle organizzazioni agricole nelle delegazioni consortili nei due enti del Foggiano, gli unici ad avere i conti in ordine e a non essere commissariati. Si andrà al voto non prima di giugno 2021.

Dopo due mandati della Coldiretti, con Pietro Salcuni e De Filippo, nell’ente di Corso Roma potrebbe essere la volta di Confagricoltura, ma non mancano i mugugni nei confronti del presidente Filippo Schiavone, per la gestione della campagna elettorale. “Mai nella storia della nostra categoria un dirigente era stato così schierato con un candidato presidente, come Schiavone con Raffaele Fitto. Lo accompagnava dappertutto, ha creato molto imbarazzo nella organizzazione. Non avrà vita sindacale lunga”, avverte un dirigente di primo piano.