Dalla Spagna, contatti stretti e stranieri: i nuovi casi del Foggiano. La situazione nel resto della Puglia

Oggi sono stati registrati casi di Coronavirus in tutte le province pugliesi. Ecco la situazione descritta dai direttori generali delle Asl:

Foggia

“Sono 10 le nuove positività al Covid19 registrate nelle ultime 24 ore in provincia di Foggia – dichiara Vito Piazzolla -. Si tratta di: 3 cittadini stranieri presenti sul territorio provinciale; 3 contatti di casi già individuati e tracciati dal Servizio di Igiene aziendale; una persona di rientro dalla Spagna. Le ultime 3 persone sono state individuate durante le attività di screening. Sono state tutte prese in carico e sono state già avviate le opportune indagini epidemiologiche”.

Bari

“Il nostro Dipartimento di prevenzione ha registrato oggi 27 casi di positività al SARS – CoV-2 – fa sapere Antonio Sanguedolce -, di cui 11 sono contatti stretti di casi già individuati e monitorati e 10 afferiscono all’attività di triage eseguita nelle aree dedicate dei presidi ospedalieri della ASL, su cui sono in corso indagini per individuare l’origine del contagio ed eventuali fattori di rischio. Gli altri 6 casi positivi fanno riferimento a rientri da Sardegna, Croazia, Spagna e Grecia. Solo per un caso odierno è stato necessario il ricovero ospedaliero”.

Bat

“Viene dalla Corsica l’unico caso registrato oggi nella provincia Bat – dice Alessandro Delle Donne -. Il dipartimento di prevenzione continua le indagini epidemiologiche su tutti i casi segnalati e sulle autodichiarazioni”.

Brindisi

“Dei 4 positivi registrati oggi, 3 sono contatti stretti di un caso già accertato e il quarto è un cittadino albanese rientrato in Puglia”.

Lecce

“I due casi di oggi riguardano un residente fuori regione che ha contratto l’infezione in Sardegna e una persona temporaneamente presente in provincia di Lecce su cui è in corso l’indagine epidemiologica”.

Taranto

“I due casi di oggi riguardano due contatti di un caso emerso qualche giorno fa. Attualmente si trovano in isolamento domiciliare e sono assistiti dai servizi sociali”.





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