La mafia ghanese controlla il ghetto di Borgo Mezzanone. Situazione esplosiva tra risse, incendi e rivalità tra bande

Clima incandescente nell’ex pista dove si susseguono episodi di criminalità. Una banda avrebbe l’egemonia sulla zona

Clima di tensione nel ghetto di Borgo Mezzanone dove vivrebbero almeno 600 migranti, sparsi nei 17 moduli abitativi rimasti in piedi dopo gli abbattimenti dei mesi scorsi. L’operazione “Law and Humanity” messa a segno da procura, prefettura e forze dell’ordine portò a sequestro e sgombero di numerose baracche, eppure la situazione resta assai difficile. Incendi, risse, morti e feriti. Questo raccontano gli ultimi mesi nell’ex pista accanto al Cara.

L’ultimo episodio poche sere fa, iniziato da un pestaggio e finito con il rogo di alcuni container. Forse l’aggressione nei confronti di un giovane della Guinea alla base di quanto accaduto sabato sera, poi la sassaiola, l’incendio e l’arrivo delle forze dell’ordine. Stando a quanto riportato dalla gazzetta del mezzogiorno ci sarebbe una banda di ghanesi a dettare legge nel ghetto. Il giovane guineano sarebbe arrivato nella baraccopoli in auto a velocità eccessiva, venendo punito e picchiato dalla banda. La situazione è poi degenerata quando si sono affrontati gambiani e senegalesi da una parte e ghanesi dall’altra. Un 22enne senegalese è finito in ospedale in gravi condizioni.

Il “controllo” dei ghanesi sarebbe totale: dai traffici di droga alla gestione delle case a luci rosse, fino agli spacci alimentari. “Hanno creato una sorta di polizia interna decidendo cosa fare e chi comanda”, riporta un testimone in un passaggio pubblicato su gazzetta. La situazione resta incandescente. Già oggi i sindacati incontreranno rappresentanti dei braccianti per un punto della situazione.



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