La criminalità cerignolana spara al mattino, in città torna a scorrere il sangue. Chi voleva la morte di Cirulli?

Si registrano fibrillazioni nel centro ofantino. Due agguati nel giro di poche settimane, il 6 giugno scorso il tentato omicidio di Maurizio Riccardi. Collegamenti tra i due episodi?

Un cruento omicidio alle prime luci del mattino. Cerignola si è svegliata a suon di colpi d’arma da fuoco, circa una decina, esplosi contro il 49enne Cataldo Cirulli, morto ammazzato in via Urbe, quartiere Torricelli, uno dei rioni più difficili della città ofantina. I carabinieri indagano per risalire a responsabili e movente. Cirulli era in sella a un motorino, a pochi passi da casa sua, quando i killer (non si sa quanti) lo hanno raggiunto e ucciso colpendolo in varie parti del corpo, anche in pieno petto utilizzando un’arma di grosso calibro. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

L’uomo, che risultava essere un bracciante agricolo, era ben noto agli inquirenti per una serie di precedenti penali, in particolare rapine, furti e ricettazione. Chi e perché volesse la sua morte è al momento un rebus. Dopo mesi di “pace”, cominciano a registrarsi fibrillazioni nel mondo del crimine a Cerignola. Il 6 giugno scorso il tentato omicidio di Maurizio Riccardi, 46 anni, noto agli investigatori per vecchie vicissitudini con la giustizia, bersaglio di una sparatoria intorno alle 7:40, sempre al mattino. Scene da far west ma in quel caso la vittima dell’agguato riuscì a farla franca. Oggi, Cirulli ma stavolta i killer hanno portato a segno il piano sanguinario. Collegamenti tra i due episodi? Presto per dirlo. Al momento non ci sono riscontri su un possibile coinvolgimento della criminalità organizzata.



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