Regionali 2020, Fitto fa passi avanti ma è ancora a rischio implosione. Il foggiano Scalfarotto, uomo di Renzi contro Emiliano?

L’ex premier starebbe tentando di annettere al suo progetto anche l’ex pentastellato Mario Conca, per presentare 4 liste. Nel centrodestra resta in ballo il passaggio della Di Donna in FdI

Ore di fibrillazione nel centrodestra e nel centrosinistra pugliese. Gli schieramenti rischiano di implodere. Mentre Matteo Renzi, Carlo Calenda ed Emma Bonino hanno deciso di strappare con Michele Emiliano proponendo per la Pugliail foggiano Ivan Scalfarotto e imponendo a tutti i dirigenti di Italia Viva di candidarsi, è ancora incerto il tavolo romano, che si è riunito ieri, con una fumata grigia e che potrebbe aggiornarsi tra oggi e domani. Alcuni non escludono che Matteo Salvini possa decidere di staccarsi dalla coalizione.

Renzi starebbe tentando di annettere al suo progetto anche l’ex pentastellato Mario Conca, per presentare quindi 4 liste, ma i supporters di Conca sembrano rigettare questa ipotesi.

“Anticipo che, se lui facesse una cosa del genere io mi chiamerei fuori. Non credo però che abbia questa intenzione”, spiega a l’Immediato l’onorevole Antonio Tasso.

“Da quello che vedo, leggo, sento, si sono fatti passi avanti significativi, un giornale del Salento riferiva, citando fonti leghiste, che per responsabilità si sta facendo un passo avanti per Fitto, con la modalità della vicepresidenza alla Lega”, confida un maggiorente del centrodestra pugliese.

È probabile che i leader si rivedano nelle prossime ore; dopo la nomina del Copasir sia Andrea Crippa sia il Capitano in dicembre nel Salento avevano ormai detto ai salviniani pugliesi che l’accordo era per candidare Raffaele Fitto. Ma ora con i sondaggi in calo la Lega potrebbe avere delle difficoltà a rispettare i patti. Soprattutto in Campania.

“Non contano i sondaggi della Lega, bisogna fare i conti con gli altri, di tutto abbiamo bisogno meno che di polemiche, il centrosinistra sta per dividersi, il centrodestra se trova una sintesi e non implode, se non ci sono ipotesi di spaccatura, vince facile, in discesa. Anche perché c’è un forte apprezzamento di Calenda nei sondaggi, le regionali sono diventate come le Politiche, basta il simbolo per attirare il voto di opinione, soprattutto se il centrosinistra di Emiliano sarà percepito come perdente”, dice un osservatore vicino a Matteo Salvini.

Intanto sono tutti in attesa delle notizie romane. Tra questi Leo Di Gioia, ancora indeciso se candidarsi nella Lega o in una civica del candidato presidente.

Chi sta cercando una forte candidatura territoriale per i Monti Dauni dentro il centrodestra è Nicola Gatta, che non può proporsi personalmente perché dovrebbe dimettersi da sindaco di Candela e da presidente della Provincia. Già alle Europee, Gatta assicurò a Fitto circa 300 voti a Candela e ha con il leader di Maglie uno stretto rapporto personale. I rumors parlano del delegato alle strade Azzone candidato alle prossime regionali, ma l’interessato smentisce. “La cosa non è stata affrontata, io sono del gruppo di Forza Italia e voterei di certo Forza Italia. Esiste sicuramente il problema della scarsa rappresentanza dei Monti Dauni. Solo il sindaco di Rocchetta Petruzzi, amico di Candela, è in scadenza”.

Intanto la campionessa di consensi Michaela Di Donna attende come tutti le notizie romane, è ancora in ballo un suo ingresso in Fratelli d’Italia o in un civica fittiana, mentre Forza Italia dovrebbe aprire le sue porte a Napi Cera, in virtù del rapporto della famiglia Cera con l’avvocato Francesco Paolo Sisto.





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