Regionali in Puglia, tutto nelle mani di Giorgia Meloni. Saprà imporre Fitto? Berlusconi, unico paciere

Alcuni rumors coincidono con ipotesi bislacche, che vedono un ritorno di Forza Italia in Puglia ad appianare le divergenze, con Francesco Paolo Sisto

È tutto nelle mani della leader dei Fratelli d’Italia Giorgia Meloni per le regionali 2020. Solo lei potrà dirimere la litigiosità all’interno della coalizione pugliese, imponendo l’europarlamentare Raffaele Fitto come unica candidatura per il suo partito, senza opzioni di ripiego che piacciano alla Lega di Matteo Salvini, Massimo Casanova e Roberto Marti.

“Bisogna pazientare un’altra settimana”, ha detto ai suoi il politico salentino, conscio che se sarà il candidato presidente dovrà accordare alla Lega la vicepresidenza e diverse postazioni nell’esecutivo in caso di vittoria contro Michele Emiliano e gli altri competitors.

Saranno i tre leader nazionali della coalizione nei prossimi giorni, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Meloni appunto, a decidere le sorti delle varie regioni.

Alcuni rumors coincidono con ipotesi bislacche, che vedono un ritorno di Forza Italia in Puglia ad appianare le divergenze, qualora Stefano Caldoro in Campania, timoroso di una disfatta senza precedenti con il governatore Vincenzo De Luca, si risolvesse a fare un passo indietro.

In quel caso il nome per la Puglia sarebbe il parlamentare barese e avvocato di grido Francesco Paolo Sisto, non sgradito né ai Fratelli d’Italia né alla Lega, il quale recupererebbe anche ampli strati centristi, compresi Angelo Cera e Napi Cera suoi assistiti in Tribunale. Ma la domanda è quasi scontata: davvero Meloni scambierebbe la Puglia unica regione fortemente incerta per la Campania, dove la sconfitta è quasi certa?

I meloniani sono convinti che la loro leader terrà duro e saprà far rispettare i dettami del tavolo dello scorso inverno. Ma anche dentro Forza Italia i vertici smentiscono questa possibilità, considerando anche il governo della Calabria dell’azzurra Jole Santelli. Il Sud non può essere ancora tutto a trazione berlusconiana.

Intanto c’è eccessivo fermento nell’accampamento di centrodestra. Dopo il deciso ammonimento del Capitano ai 108 ribelli, i leghisti di Puglia stanno meditando una fuoriuscita morbida dalla Lega, prima che vengano espulsi come già anticipava una fake news, costruita come una agenzia, fatta circolare a tarda sera qualche giorno fa. I caroppiani da mesi avrebbero pronta una lista alternativa alla Lega, parallela, dal nome accattivante di Sud in testa.

In Capitanata non mancano i malumori tra tanti ex leghisti, che cercano un approdo in Fratelli d’Italia, il nuovo partito in ascesa. Uno di questi è Alfonso Fiore, primo eletto foggiano insieme ad Antonio Vigiano e Joseph Splendido ad aderire alla Lega ben prima del suo exploit ed unico eletto leghista della prima ora alle ultime elezioni amministrative del Comune di Foggia.

“Sicuramente io non ritornerò mai nella Lega, anche se le condizioni dovessero mutare. Siamo lontani dalla Lega dei primi tempi di Salvini, se continuano le faide al Sud tornerà ad essere il partito del 6%”, spiega Fiore, che sarà candidato nella lista civica di Fitto oppure in quella dei Fratelli d’Italia, dove spera di poter essere accolto. Per lui sarebbe un ritorno a casa, nella vecchia fiamma.

Non è ancora del tutto sbarrata la strada nei Fratelli d’Italia per il sindaco di Foggia Franco Landella, che attraverso interlocuzioni romane sta tentando di entrare tra i meloniani, pur avendo i veti locali di Franco Di Giuseppe e di Paolo Agostinacchio, con Bruno Longo. Ma quest’ultimo potrebbe evitare di mettere i bastoni fra le ruote se avesse garantito un ruolo per suo genero, Claudio Amorese, nel governo della città.

Senza dubbio la candidatura di Michaela Di Donna nei Fratelli d’Italia trainerebbe la lista portandola ben oltre il 16% e potendo anche ambire ad eleggere due consiglieri. Alcuni non escludono però che questa ipotesi possa far migrare i centristi di Giannicola De Leonardis nelle civiche.

Di certo un abbandono della storica dirigente berlusconiana svuoterebbe Forza Italia, ma non tutti la seguirebbero, neppure a Foggia, scommettono gli osservatori. Ecco perché il vicepresidente del Consiglio regionale Giandiego Gatta si sente più che sicuro per il quorum della lista azzurra.

Dopo il nostro articolo sul Golfo, l’avvocato sipontino ha ribattuto dicendo di aver perso qualche suo ex fedelissimo, ma di avere con sé un grosso gruppo che si sta avvicinando ai valori moderati di Forza Italia. Farà il bis dei 5mila voti nella sua città, ne è certo.

Gatta può contare su un forte consenso sui Monti Dauni e su un radicamento importante sul Gargano: a Monte Sant’Angelo tutta Forza Italia, rappresentata dall’avvocato Scirpoli, è dalla sua parte. Presente e determinante anche a Vieste, sua storica roccaforte, così come a Vico dove ha gli oltre 200 voti di Tiziana Casavecchia. Ha un certo bacino elettorale anche a Rodi e Peschici, mentre è pesante la sua presenza a Carpino, dove Rocco Ruo e Rocco Manzo sono suoi entusiasti sostenitori.





Change privacy settings