“Operazione Enterprise”, smantellati gli affari criminali delle bande di Cerignola. Aziende saccheggiate, ricatti per l’auto rubata e traffico di droga: 13 arresti

Il capo della squadra mobile: “È emersa un’attività di intelligence criminale di spessore. Queste persone sanno creare sinergie importanti anche in zone non afflitte dalla criminalità”

Alba di arresti a Cerignola, 8 persone sono finite in carcere. 5 ai domiciliari. Squadra mobile di Foggia e commissariato ofantino hanno sgominato un’associazione a delinquere specializzata in traffico di droga, furti di auto e mega furti in aziende del Nord Italia. L’operazione “Enterprise” ha messo in risalto, ancora una volta, la particolare vocazione al crimine delle bande cerignolane.

Il capo della mobile, Antonio Tafaro: “Individuare un deposito da colpire, nel Nord Italia, significa avere una attività di intelligence criminale di spessore. Queste persone sanno intessere contatti con gente del posto e hanno la capacità di creare sinergie importanti anche in zone non particolarmente afflitte da episodi criminali”.

Tutto è partito dalle indagini sul tentato omicidio di Leonardo Di Girolamo, ferito in varie parti del corpo da colpi d’arma da fuoco nell’aprile 2018. Per quel caso fu arrestato Luigi Tarantino. Dalle indagini su quest’ultimo, emerse l’attività di spaccio di droga da parte degli arrestati. In una conversazione si vantavano così: “Siamo l’unica piazza che sta lavorando. Solo noi stiamo lavorando”. 

Scavando negli affari dei criminali, la polizia ha scoperto un’attività estorsiva messa in pratica con la tecnica del cavallo di ritorno. Ti rubo la macchina e devi pagare per riaverla. Alla stessa persona rubarono il veicolo due volte in 24 ore. Prelevata la notte, localizzata dalla polizia grazie al gps e rubata di nuovo poco dopo, nella stessa giornata. Il tutto favorito anche dalla scarsa collaborazione delle vittime che non denunciavano le richieste estorsive, anzi, in alcuni casi si rivolgevano a pluripregiudicati per recuperare la macchina. Oppure semplicemente, pagavano il riscatto alimentando le casse del gruppo criminale.

Inoltre, la polizia ha scoperto un’organizzazione stabile dedita ai colpi nel Nord Italia. Una vera e propria associazione a delinquere che entrava in azione curando ogni minimo dettaglio. A Formigliana, in provincia di Vercelli, la banda ripulì aziende nel 2018. In un caso, i malviventi rubarono 105 bancali di tonno per 97 tonnellate oltre a bancali di caffè per un valore complessivo di 400mila euro. In un altro caso, portarono via 40 bancali di merluzzo dal costo di circa 250mila euro.

Durante le indagini su Tarantino, gli inquirenti individuarono un box in via Policoro utilizzato per il traffico di droga. Sono emersi gravi indizi di colpevolezza circa l’attività di spaccio a carico di Matteo Carosiello del ’97, Giovanni Carosiello del ’83, Giuseppe Carosiello del ’66, Giuseppe De Feudis del ’95 e Christian Patruno del ’98.

Nel corso dell’indagine sul tentato omicidio, è emersa la figura di Giuseppe Tarantino classe ’70, parente di Luigi Tarantino e collante fra più settori criminali.

L’uomo ha permesso di arrivare alla figura di Francesco Cucchiarale classe ’96, figlio di A.Cucchiarale, quest’ultimo coinvolto nella nota operazione antimafia “Cartagine” degli anni ’90, e di individuare una batteria composta dallo stesso insieme a Michele Cirulli del ’96 e Antonio D’Achille del ’93 dedita al furto di autovetture.

Giuseppe Tarantino, infine, è ritenuto il capo e l’organizzatore dell’associazione a delinquere finalizzata ai furti di derrate alimentari e composta anche da Domenico Dimmito del ’76, N.D. (ancora ricercato) e Potito Menniello del ’70. 

Il gruppo programmava i furti usando modalità professionali. Sopralluoghi, studio dei sistemi di sorveglianza della ditta da colpire e persino simulazione dei colpi.

Sono state individuate le durature frequentazioni tra i componenti, la loro base logistica, nonché l’indeterminatezza del programma criminoso che non voleva certo limitarsi ai furti citati, ma progettava altri colpi tra cui uno legato all’ottone.

Il procuratore Vaccaro: “Aziende messe in ginocchio”

“Non stiamo parlando di semplici furti di derrate alimentari – ha detto il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro in videoconferenza stampa – ma di quantità notevoli di merce dall’ingente valore commerciale. Si tratta di furti che mettevano letteralmente in ginocchio le aziende colpite“.

In videoconferenza la dirigente del commissario di Cerignola, Loreta Colasuonno ha rivolto un appello alla cittadinanza: “Non cedete ai ricatti. Se lo fate, alimentate la criminalità”.





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